ossa non si spostavano come si voleva ecedendo in massa non facevano che scor-rere lungo le pareti tornandosi a porrepresso a poco nella stessa posizione incui erano, si riparò a questo difetto, col-1’ aggiunta dei regoli angolari v ( fig. 6 )saglienti sulle pareti interne del tambu-ro, e posti ad uguali distante l’uno dal-l’altro. Questo semplice cangiamento ot-tenne lo scopo prefissosi ; le ossa tratte-nute da questi regoli non isdrucciolanopiù, ma si rotolano le une sulle altre spo-standosi in ogni direzione.
Quantunque siasi prescritto di teneresempre la pressione nella caldaia a 3o°del manometro, non però deesì dedurreche non si possa cuocere anche a gradominore ; se non si avesse che un solovaso da cuocere, 4 a 5 gradi basterebbe-ro ; ma siccome lavorano più vasi ad untratto ed occorre una pressione abba-stanza forte per ridurre le ossa friabilinel tamburo, così è d’uopo avere sempreabbondante provvigione di vapore.
Per operare con esattezza tutti i ro-binetti a vapore devono essere graduati.Benché la figura mostri una sola stufa e',fa d’uopo avverne tre ed anche quattroacciò la gelatina si evapori prontamente.Parimenti anche il bacino d! ha ad esse-re doppio.
Ultime operazioni delle fabbriche dicolla forte. La gelatina ottenuta dalle so-stanze membranose o dalle ossa nei mo-di che abbiamo indicati, dev’essere, pri-ma di venire posta in commercio, as-soggettata ad altre operazioni, le quali sifanno alla stessa maniera per qualsiasispecie di essa, e sono : il colamento nel-le forme , il taglio ed il diseccamento.
Colamento. Le forme o stampi, neiquali si versa la colla, sono rettangolarialquanto spanti alla parte superiore, edi tale lunghezza e larghezza da com-prendere un numero esalto di volle le
dimensioni di una lamina di colla, inistato gelatinoso. Mettonsi questi stampiorizzontali, affinchè la colla abbia lastessa grossezza in ogni punto di essi, inun luogo fresco, e vi si getta la colla perun imbuto attraversato da una tela me-tallica.
Taglio- Quando la colla è rappresa,ciò che si fa più o meno sollecitamente,se la porta nel seccatoio ; ivi staccasi da-gli stampi con una lamina di coltello ba-gnata, affinchè nou vi aderisca, e mettesisopra una tavola bagnata.
Il solito mezzo di tagliare la colla for-te si è quello di adoprare un coltello odun telaietto con un filo di metallo a quel-la guisa che si è indicato parlando dellacolla da bocca (Y. questa parola). Ope-rando in tal maniera però il lavoro rie-sce assai lungo e le lamine non hannoquella regolarità che può dare la macchi-na immaginata a tale oggetto da Dévoulxfabbricatore di Marsiglia, la quale tagliapiù lamine ad un tratto, procurando sol-lecitudine e perfezione di lavoro.
Vedesi questa disegnata prospettica-mente nella fig. 7 che la rappresenta nelmomento in cui la colla col carretto chela porta hanno compiuta la loro corsae la prima venne tagliata in tutta la sualunghezza.
a, E un tavolo di legno che sostienela macchina.
c, Sono due ritti fissati sul tavolo a,e fra i quali sono assicurati i fili di me-tallo che servono a tagliare la colla.
b, Due tavole poste in piedi sul ta-volo a subito dopo ai ritti c, e fra lequali scorre il carretto, cui esse servanodi guida sostenendo in pari tempo lacolla.
f\ Carretto nel quale ponesi la collada tagliarsi in laminette la quale all’usci-re dagli stampi nei quali si è rappresa hala forma d’ un paralellopipedu. Questo