Band 
Tomo XIX. [Supplimento.]
Seite
237
JPEG-Download
 

Colombacci o

d-iaivte um funicella potendolo a piacerefare svo^zzare, si attirano sulla querciai colomlaoci che passano. Nei boschi diMontenulciano, nel Pitiglianese e nellostato .'ornano, si fa per la caccia dei co-lombacci un preparativo maggiore. So-pra una delle più alte querce del luogoore accade il passo, fabbricasi verso lacima, con tavole e. scope, un capannellocosì grande e solido, da contenere e so-stenere due a tre persone. Oltre la por-ticina, ha questo capannello due a trefinestrino, e varii pertugii, dai quali sipossono vedere gli alberi circonvicini, etirarvi col fucile. Assai avanti che comin-ci il tempo della caccia, dieci o dodicipiccioni colombini, come sogliono chia-marli, cioè quasi del colore dei colom-bacci, giovanissimi, e tanto da non cono-scere neppure la colombaia nativa, sonoportati ad allevati in quella capanna, dallaquale nei primi tempi non è loro con-cessa d' uscire : ma, dopo i 4 o i 5 gior-ni iono rilasciati in libertà, ed anzi ven-gono allettati ad uscire, ponendo ad essi1 mangiare fuori delle finestrelle. In talmaniera si avvezzano a volare per le vi-cinanze di quella loro abitazione, ed a ri-tornarvi sovente per prendere il mangia-re. Così, giunta l’epoca della caccia, ser-vono essi di richiamo continuo, pel cheimmense torme di colombacci vanno aposarsi sulle querele, e sugli alberi cir-convicini, mettendosi tutti sotto il tiro deicacciatori postati nel capannello, ed anchedi varii altri appiattati fra gli alberi d’in-torno, sicché una quan'ità grandissima nerimane morta ad ogni scarica. Tal cacciadicesi dei Volantini , così essendo chia-mati i piccioni domestici che ùsansi perrichiamo. Si prendono ancora molti co-lombacci guarnendo di paniuzze 1’albe-ro su cui sono i richiami : ed anche ten-dendo le reti aperte, ove prima si sonoavvezzati a mangiare le ghiande, fave,Suppl. Dii. Tedi. T. T.

Col.OJHUIA iZ-J

ec. Ma queste due cacce, descritte dal-1’ dina, uon si fanno in Toscana .

(Savi.)

COLOMBAIA. Si dà questo nome,come ben tutti sanno, al luogo ove co-vano e stanno i colombi.

Il suo collocamento e la sua costru-zione variano secondo che i colombi, cuidee dare un asilo, sono torraiuoli o gros-si; in generale perù dee porsi quanto piùsi possa in luogo isolato e tranquillo : ri-vestirne le pareti esterne d’ un intonacoliscio, acciò i topi ed altri nemici de’co-Ioanbi non vi si possano arrampicare, ebianco affinché i colombi scorgano piùfacilmente e da lungi la loro abitazione ;ad una certa altezza gioverà che v’abbiaun cordone o risalto di pietra saglientedi circa due decimetri, il quale serve arendere più difficile il salire ai topi edaltri animali, e ad offrire un appoggio aipiccioni se vogliono passeggiarvi al sole.La finestra o luogo pel quale entrano icolombi dev’ essere volto al mezzogior-no, avere dinanzi una tavola od altropiano sul quale possano posare i colom-bi, ed essere chiusa con una imposta conun foro grande quanto occorre per la-sciarli passare. Talvolta collocasi questaapertura sul tetto a guisa d’abbaino, ilqual uso è cattivo dandosi allora più fa-cile accesso al vento ed alla pioggia. Sifanno quindi d’ ordinario le finestre nel-le muraglie 1’ una al di sopra dell’ altra,facendo le superiori mollo più piccole,nel qual modo si stabilisce nelle colom-baie una utile ventilazione. Talvolta po-rtesi dinanzi a queste finestre un colom-bo di gesso o di legno imbianchito cheserve di richiamo. All’ interno fa d’uo-po avvertire al pavimento, il quale de-v’ essere ammattonato con buon cemen-to per chiudere ogni ingresso ai topi,ed ai nidi i quali si fanno di tavole, iliVasi di terra colla 0 di mattoni uniti cui5 1