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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Colombina

luogo se ne fa assai minor conto di quelloche si dovrebbe, e si giunge fin anche arenderne una porzione che potrebbe fe-condare i proprii terreni. I prati, i ca-napai, i vigneti, gli orti ed i lineti sonoque’ fondi, a’ quali si destinano princi-palmente. Non si fa d’ordinario diffe-renza nell’ applicare piuttosto l’una che1’ altra, quando siano pure. Nel bolo-gnese conoscono una specie di letamesotto il nome di pollina, che altro nonè se non se una mescolanza di escre-menti di polli, di polli d’India , d’ani-tre e d’oche, olla quale mescono partedi escrementi di maiale, di bue, ben tri-turati e molto vecchi. A questa attribui-scono assai minore efficacia, e ne appli-cano, servendosene pe’canapai, quaran-tacinque staia per ogni ettaro ; lad-dove la vera pollina non l’adoperanoche spargendone ventidue staia in unaeguale estensione. Pagano quest’ultima,quando è buona, dodici baiocchi ; e semista, otto lo staio. A ragione però lacolombina viene maggiormente stimatacome più calorosa, sicché trovano basta-re quattordici staia della medesima perettaro. Sperimentano questa utilissimape’canapai, e per que’ terreni i quali sipongono la prima volta ad ortaggi, emeglio riesce sempre ne’tenaci e fred-di, che in qualunque altro : cosa appun-to conforme alla sua natura.

Ove la coltivazione del lino e dellacanapa è anche soltanto discretamenteseguita, e molto più dove si accosta al-la perfezione, come, quanto al primo,nell’ antica provincia milanese, e nel bo-lognese per la seconda, si sparge la pol-lina o colombina sul campo all’alto del-la seminagione dei suddetti vegetabili, encopresi insieme colla semente. In qual-che luogo la colombina si risparmia perquelle vili che, buone per natura, vege-tano debolmente. La maniera di cuslo-

CoLOMBlNA aSg

dire tali concimi ji limita a tenerli inluogo coperto, e coloro che pensano nondoversi far distinzione tra letame e leta-me, gli uniscono alte masse ; ma questial certo non conoscono mollo bene iloro interessi.

Ai legumi che si mettono negli orti,danno la colombina nel Friuli e nel Ve-ronese, come pure nel Bresciano, ovel’usano pei lineti; nel qual ultimo terri-torio ne danno in ragione di un carroper piò. Serve ancora singolarmente pel-le piante cucurbitacee, cioè zucche, po-poni, citriuoli, ec., nella terra di Lavoroo sia Campania nel regno di Napoli , eper essa si rendono quelle più squisite.

A’prati d’erbe diverse abbiamo vedutopiù volte applicarla nel territorio reggia-no, e giovare mirabilmente. Cogliesi ilpunto in cui stia per cadere la pioggia,per esempio, dopo fatto il primo fieno,ed allora l’agricoltore fornito d’ un ca-nestro entro cui ha la pollina o colombi-na, la sparge riducendula di mano inmano in minuzzoli. Cosi taluno fa rin-vigorire le erbe mediche ; ed è al som-mo lodevole questo uso.

Fra gli altri melila lode il Comasco,il quale usa della pollina e colombinaper porle a piè delle viti o sugli erbaggi,dopo averle lasciate fermentare a lungoe maturarsi.

Nella provincia di Macerata l’uno e1* altro letame adopransi promiscuamente per concimare alcuni piccoli pezzi diterra umida e fredda. Ivi è stabilita daalcuni la pratica, veramente non mollolodevole, di mescolare la pollina e co-lombina ad altre sostanze per moderar-ne, dicono, il calore. Fresche e sole ta-luno le applica ai terreni infestati da er-be cattive. Le apprezzano però talmenteche non v’ è quasi mai il caso che unproprietario le venda, ma tutte le impieganel propri ■ fondo. Non s ha co a metodo