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Tomo XIX. [Supplimento.]
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3^0 COLOMBINA

particolare rii custodia per le mede-sime: soltanto levasi dalla colombaia lacolombina ogni due o tre anni, e se nefa u'so tosto. La danno agli alberi ed aisemi del campo. Per questi si spar-ge qualche tempo prima della semina-gione. Per quelli si pone in autunno, macoll 1 avvertenza di tenerla ben discostadalle radici e dai fusti; e lasciare apertoil fossetto che eigne 1’ albero, entro cui.gettossi il letame per tutto l’inverno,aflincliè V azione atmosferica lo scom-ponga. Ne piace più un altro metodo perrendere utile questo sterco alle piantedegli alberi. Lp si fa stare tre mesi amolle nell’ acqua, ed inafliansi colla me-desima i giovani ulivi e legante degliàlberi di prima età. Questa sorta di irri-gazione serve, ancora per quegli alberiche, attesa la loro vecchiaia, comincianoa risentire i danni comuni a lutti gliesseri che debbono soggiacere alla leggefiatale della distruzione.

In Toscana fra i buoni letami la co-lombina occupa il primo luogo. Laconservano senza macerarla o spegner-la. Se ne servono per governare i ma-gliuoli. Minore efficacia attribuisconoalla pollina, ma la impiegano per glistessi oggetti, cioè per le piante al mon-te, e pel canapaio alla pianura. 11 primodi questi due governi, essendo colà diragione del proprietario, è tutto versatoa suo pieno beneplacito.

Il buonissimo effetto che abbiamo ve-duto prodursi da questi governi, ci ob-bliga a raccomandarli premurosamente atutti quelli chene possono far uso. Sa ognicontadino che appartengono a quellespecie di concimi che si chiamano caldi.Dunque valgono pe’tcrreni freddi o fol-ti. Il loro effetto è sensibilissimo e pron-to, talora soverchiamente sino ad abbru-ciare. Ridotti in minuta polvere, e ver-sati sopra i prodotti che stanno at-

CoLOMBO

Hialmente vegetando, sono utilissimi. Mavi è una condizione, senta la quale invece fli averne vantaggio, se ne ha dan-no. E necessario che quando si spargo-no, il tempo sia umido. Anche di questo,senza ciò che ne dicono i maestri d’eco-nomia campestre, ce ne siamo convinticoll’esperienza e colla nostra osservazio-ne. Quando in primavera cominciano lepioggerelle che talvolta quetamente ca-dono per più ore, è allora 1’ epoca sicu-ra di spargerli, avvertendo che sianosminuzzati. Crediamo che vada preferitoquesto metodo all'altro di cui fanno uso,come si è detto più sopra, alcuni della pro-vincia di Macerata , cioè di spargerli interra qualche tempo avanti la seminagio-ne. Avendone molti, debbono riserbarsia’ terreni argillosi.

(Filippo Re —A. Payen.)

Colombina. Nome d’ una specie difungo buono a mangiarsi, (agaricus can-diditi di Schaeffer), così chiamato dallavoce colombe.tte con cui se lo indica inFrancia, a Montbeliard . (Leman.)

COLOMBINO. Pietra calcarea dura,solitamente grigia, buona per far ca lcina.

(Federico Bruscoli.)

Colombino. Si dà questo nome anchead una varietà dura di macigno.

(Feoerico BncscoLi.)

Colombino, dicesi un colore oh'e è unaspecie di violetto. (Alberti.)

GOLOMBO. Non vi ha specie d’ uc-celli tanto generalmente diffusa quantoil colombo, il quale, oltre al piacere perla sua bellezza, riesce pure di non potovantaggio all’ economia domestica e ru-rale pel cibo che somministra all’uomo.Egli è d’ uopo innanzi a tulio dire chevi hanno due sorta dì colombi, di cui gio-va conoscere le abitudini o il modo diallevarli e di queste sole qui parleremo.

Il colombo ferraiolo o torraiolo volain torma con quelli della sua specie, erra