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d’olio di trementina ispessito al fuoco.Attesa la poda grossezza delle lamine dimica vi sono alcune tinte che non si pos-sono con esse ottenere ; quest® però pos-sono avèrsi aggiungendo, laddove passail-raggio, una piccola lamina di «alce sol-fatata che dia la tinta immediatamenteconsecutiva (V. luce).
(J. B. Bxot.)
COLOSSICOTEBA. Difdesi da al-cuni questo nome alle macchine di gran-di dimensioni od atte a vincere grandis-simi sforzi.
(Bai.dikucci.)
COLSA , COLSAT, COLZA (Fras-tica oleracea campestris , Linu.^. Pian-ta della famiglia delle cruci fere di cui e-sistono due varietà principali : il colsa diinverno e quello di primavera.
La varietà coltivata più comunemen-te è conosciuta nelle Fiandre col nomedi colsa freddo, indicazione cui corri-sponde quasi dappertutto quella di col-sa d' inverno. ( Ha i fiori ordinariamentegialli ; i suoi steli sono più ramosi e piùalti e per conseguenza le sue silique piùnumerose ; le sue foglie sono più larghee più grosse di quelle del colsa di mar-zo o di primavera, il cui merito princi-pale sta nella sua precocità. Il colsa diinverno occupa il terreno dal principiod’un estate alfaltro ; quello di marzo, al-l’opposto, seminato in primavera, matu-ra i suoi semi nella stessa estate, parti-colarità notabilissima in una pianta cheappartiene al genere dei cavoli. In gene-rale la produzione del colsa è lungi dal-l’equivalere al consumo che si fa dei suoisemi, dimodoché stimiamo doversi pro-curare con ogni cura il diflondimento diquesta coltivazione, sì pei vantaggi chereca, come per la facilità con cui può farparte d’ un buon sistema di avvicenda-mento. Non solamente questa pianta pro-due* un olio che le Fiandre ed il Belgio
Colse a5?
vendettero per qualche tempo quasi e-sclusivamente, ma la si coltiva altresì,come vedremo, quale foraggio ; le stiac-ciate o il residuo dei suoi semi spremu-ti, forniscono un eccellente nutrimentoagli animali bovini ed un possente in-grasso per lè campagne; in mancanza dialtro strame possono adoperarsi i suoisteli per fare il letto degli animali ; final-mente adopransi questi steli per riscal-dare i forni. Al pari di tutte le piantea molti semi che maturano interamentesul suolo, il colza impoverisce molto laterra, checché siasi detto in contrario.
Ugualmente degli altri cavoli ama unaterra sciolta, sostanziosa, discretamentesminuzzata e molto concimata, tuttaviapuò dare buoni prodotti anche in menofavorevoli circostanze, e dietro ripetuteosservazioni abbiamo fondamento di cre-dere che potrebbe riuscire anche in qua-lità assai più inferiore che noi si credageneralmente.
Il colsa d’ autunno che nei luoghiumidi e mancanti di scolo viene facil-mente distrutto dal sopravvenire delverno, resiste invece a dei forti geliin quelle terre che non trattengono1’ acqua. Questa circostanza spiega perqual ragione nel Settentrione i raccolti"del colsa, siano spesse volte se non piùbelli almeno più sicuri in terre mediocrima asciutte di loro natura, di quello, chein altre più sostanziose e feconde ; ed èquesta senza dubbio la cagione per cui inmolte parti della Fiandra non si teme diporre questa varietà in terreni leggeri,argillosi o ghiaiosi, e si scelgono invecei terreni di miglior qualità pel colsa diprimavera.
Volendo trarre profitto dal colsa, co-me foraggio, la miglior maniera si è quel-la di seminarlo a volata sopra le stop-pie subito dopo la mietitura, passandovisopra coll’erpice o coll’eslirpatore e spar-