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Tomo XIX. [Supplimento.]
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ayo Coltello

Billinge , inventò a tal fine uno stru-mento, il quale venne esaminato eri ap-provato dalla Società d’ Incoraggiamen-to di Parigi , e di cui non crediamo quisconveniente dare una qualche idea .Componesi questo utensile d’un anellosemicircolare di metallo scavato all’ in-terno con una gola atta a ricevere il con-torno dell’ostrica che vuoisi aprire, la qua-le vi si tiene appoggiata contro con unamano col guscio concavo all" ingiù. Col-l’altra mano introducesi nella cima dellacommettitura dell’ ostrica un coltello, ilquale da un capo tiene un manico aduna estremità dall’anello semicircolare ;presso a questo suo capo vi è una partecurva e tagliente. In tal guisa l'ostrica siapre con grande facilità senza toccare1’ animale nè versar 1’ acqua ond’è cir-condato. . (G.**M.)

Coltello da tritare. La tecnologianon rifiuta di prestare soccorso anchepegli usi apparentemente più frivoli dellavita, perciò crediamo dover qui accenna-re 1’ invenzione di un certo Newton d’unapparato per tritare e sminuzzare le vi-vande o i condimenti nelle cucine,sicco-me cosa molto utile alla domestica eco-nomia. L’oggetto di questa macchinucciaè di fare il tri turameli to con più esattezzae più prontamente che colla mezzaluna,che si adoperava dapprima. Ponesi lasostanza da tritarsi in un truogolo curvoad arco di circolo, sopra del quale scor-re una lama imperniata ad un colonninoposto nel centro di detto arco, in mododa poter girare orizzontalmente. Questalama ha quattro intagli longitudinali neiquali entrano quattro coltelli fissati allacima d’ una leva che s’ alza ed abbassagirando sopra un pernio che tiene daun capo. Una molla soltoposta tienesol-levata questa leva ed una caviglia impe-disce che si alzi tanto che i coltelli escanodagl’intagli. Presa 1’impugnatura della

Coltiva zloaE

leva si fa scorrere lungo il truogolo lalama orizzontale abbassando ad ognitratto i coltelli. In tal guisa nessuna par-te della materia contenuta nel truogolopuò sfuggire al trituramento,nè fa d’uo-po ragunarla in mucchio ad ogni trattocome colla mezzaluna. (G.**M.)

COLTIVAZIONE. Allorquando in-traprendesi di sistemare e dirigere unostabilimento rurale non vi è argomentodi maggiore importanza e che deva oc-cupare più a lungo e maturamente lamente dell’ amministratore, quanto ladeterminazione del metodo di coltiva-zione che ei dee applicare al suo fon-do nelle circostanze locali in cui trova»collocato, colle cognizioni che egli pos-sedè e coi capitali onde può disporre,per ritraine il maggior lucro possibile.Questa determinazione, invero, dominasu tutte le operazioni che appartengonoalla direzione generale d'uno stabilimen-to, addimanda l’uso di tutta le cognizio-ni dell’ inlraprenditore, e forma il trattopiù caratteristico del buono o cattivo sta-to detl" agricoltura, ed è quella che avràla maggiore influenza sull’ esito futurodello stabilimento.

Considerata sotto un aspetto di vistasi generale la scelta di un metodo di col-tivazione esigerebbe che si entrasse inparticolarità assai estese su tutte le con-siderazioni che collegansi a sì importan-te soggetto e che la si sviluppasse moltoa lungo ; la natura ed il piano di questaopera non cel concedono. Siccome perònon vogliamo d’altra parte omettere nul-la di ciò che può interessare la prima ditutte le arti, 1’ agricoltura, e intendiamoriparare in questo Supplimento al trop-po abbandono in cui venne forse lascia-ta nel Dizionario , così tratteremo questoproblema iu generale.

Ci occuperemo primieramente dellecause che influiscono sulla scelta d’ un