3^4 Col.TIVAZIONE
relativamente al piano di coltivazione o diesecuzione che è d 1 uopo applicare par-ticolarmente a ciascuna, che vedonsi na-scere fra molle di esse interessanti rela-zioni, delle quali avremo occasione dioccuparci parlando dei poderi e dellaproduzione degl’ ingrassi.
5. Del piano di coltivazione. Diamoquesto nome al modo particolare col qua-le dirigesi ciascun ramo onde componesi1’ economia agricola ed alla combinazio-ne teorica e pratica che dee giovare piùimmediatamente ad ottenere frutta dallaterra. Del piano di coltivazione e di ma-nutenzione dei Boscni parlammo a suoluogo, e lo stesso si farà rispetto allepraterie, ed alle piante tutte che hannoutili applicazioni alle arti ; egli è adun-que particolarmente alle terre arativeche si dirigeranno le considerazioni cheseguono.
Un piano di coltura per le terre ara-tive comprende; i. 1’ avvicendamento,vale a dire, il periodo di tempo duranteil quale si alternano li raccolti sopra unostesso suolo; □ . la rotazione o la seriedi piante che verranno successivamentead occupare il terreno, durante il pe-riodo dell’ avvicendamento. Si potrebbecertamente entrare in alcuni particolarisulla parte che tiene ciascuno di questidue elementi in un piano di coltivazionee sulle relazioni che li lega, ma per evi'are le ripetizioni stimiamo meglio con-siderarli insieme e sotto un aspetto piùgenerale.
Ciò posto invece che discutere tutti itasi che possono presentarsi quando sivoglia scegliere un piano di coltivazione,il che ci trarrebbe in assai lunghe parti-colarità, cercheremo di stabilire a qualicondizioni abbia a soddisfare questo pia-no, ed a quali 1’ amministratore debbaavvertire ogni qualvolta dee decidersi intale proposito.
Coltivazione
Riferiremo queste condizioni a dueclassi diverse: porremmo nella primaquelle che riguardiamo siccome agricolee nella seconda quelle che noi stimiamodi carattere soltanto amministrativo.
Condizioni agricole. Sotto il puntodi vista agricolo un piano di coltivazio-ne dee innanzi a tutto armonizzare colclima generale del paese; vale a dire, chenon si hanno a comprendere nella rota-zione delle piante, per esempio, che inquella località o a quella latitudine nonmaturino, o che non possano compiereil loro sviluppo nel tempo favorevole al-la vegetazione ; quelle che temono uneccesso d’ umidità, di calore o di siccitàprolungata, i venti violenti, freddi, umi-di, diseccanti, gl’ inverni rigidi e lunghi,i geli di primavera, le piogge o le bur-rasche non si hanno a porre in queipaesi dove questi fenomeni accadonocon frequenza, ec. Egli è per non fa-re attenzione a queste circostanze chedagli agricoltori che cominciano la lorocarriera, o che non isludiarono comesi conveniva la località da essi abita-ta vedono spesso fallire dei piani chesembrano per ogni altro riguardo benconcepiti, mentre invece 1'abile prati-co, che osservò accuratamente le influen-ze del clima sui vegetali utili, di rarocade in simili sbagli. In questa materianon conviene limitarsi allo studio gene-rale del clima, dovendosi ancora atten-tamente osservare le modificazioni che1" altezza del suolo al dissopra del livellodel paese, i pendìi verso 1’ uno o l’altropunto dell’ orizzonte, i ripari, le acque,la direzione delle montagne e delle val-late e simili, apportano in questi climied esercitano per conseguenza sulla ve-getazione delle piante agricole.
In secondo luogo un piano di colti-vazione bene studialo non può ammet-tere nella rotazione se non che piante
r.-‘ ' ... ■