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Tomo XIX. [Supplimento.]
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Coltivazione

che prosperino nel suolo dove si pongo-no; ed in tal caso non basta ottenereraccolti sufficienti da queste piante inun terreno che loro non convenga, ma èd’aopo procurare d’averne i raccolti piùcopiosi possibili ponendole in un terre-no ben adattato a ciascuna coltivazio-ne. Perciò un agricoltore istruito primadi fissare il suo piano di coltivazione,esaminerà i caratteri fisici e chimici del-le sue terre ; fra questi cercherà prin-cipalmente di conoscere la tenacità delsuolo, il suo stato più o meno diviso, lasua umidità, la sua facoltà più o menogrande di conservare il calore, le sue disposizioni per assorbire l’umidità atmo-sfèrica, la quantità di terriccio che con-tiene, la natura, la ricchezza e la per-meabilità del suolo, e determinerà final-mente a qual divisione ed a qual classeappartenga; su tutti i quali argomenti cioccuperemo in vaaii articoli di questosupplimento ed a quello terreno parti-colarmente.

Nello stabilire un piano di coltivazio-ne sì dee ancora considerare : la grossez-za dello strato arativo, sapendosi che unaterra cui manca la profondità necessarianon puòammettere nella rotazione quellepiante che, come il ravizzone, le barbabie-tole, ec., vanno a cercare fino a 12, i 5ed anche 16 pollici, gli alimenti onde sinutrono ; 2. la grandezza del podere. Nes-suno ignora che i piccoli poderi vengonospesso coltivati con assai maggior diligen-za dei grandi, e che sarebbe, per esempio,molto difficile nella coltivazione in gran-de di adottare varii avvicendamenti delleFiandre o del piccolo paese di Waes, ovetutte le terre rivoltansi colla vanga, adogni 7 od 8 anni, ove concimansi ab.-bondantemente e si fanno entrare nel-l’avvicendamento le coltivazioni più ric-che e che più spossano il suolo ; 3. laspecie di bestiame che vi si alleva, tuan-

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tiene od ingrassa ; poiché i raccolti chedestinansi al nutrimento dei bestiami de-vono essere adattati alle specie cui devo-no servire ed al regime cui queste si as-soggettano ; 4- >1 modo come si governail bestiame. Negli stabilimenti ove si de-stina una certa porzione del suolo a pa-scoli permanenti e dove gli animali chepascolano una parte dell’ anno distrug-gono con questa maniera di cibarsi unagrande porzione dei prodotti del suolo,ove i loro escrementi poco giovano alleterre dello stabilimento, si vede facil-mente che per le terre arate devesi adot-tare tuli’ altro avvicendamento che làdove gli animali vengono nutriti semprenella stalla coi prodotti raccolti su pra-terie artifiziali o naturali, o coi raccoltidi radici o di tubercoli. Questa distinzio-ne è molto importante ed induce granilimodificazioni in un piano di coltivazio-ne, come pure quando si fanno consu-mare sul suolo o nella stalla i prodottidelle terre da foraggio in un podere col-tivato col metodo d’avvicendamento sen-za praterie naturali, nè pascoli ; 5 . la e-stensione delle praterie e pascoli chesomministrano alimenti pel bestiame, emodificano per le terre arative del podere,sia la proporzione fra il suolo da grano,e quello da foraggio,sia l’estensione rela-tiva di queste qualità di suolo, sia final-mente la rotazione stessa che vi si deveadottare ; 6. da ultimo la facilità di pro-curarsi altrove ed a buon mercato ali-menti pel bestiame od ingrassi, la qualereca pure cangiamenti materiali moltoimportanti nella estensione reciproca delsuolo destinato a queste varie coltivazio-ni o nelle piante medesime che succe-donsi sullo stesso terreno.

Un piano di coltivazione dev’ esserecalcolato per guisa da mantener netto ilterreno mediante una giudiziosa combi-nazione del maggese, o dei raccolti sar-