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Tomo XIX. [Supplimento.]
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CoLTlVAZIOSE

del paese e non di raro conviene purfarsi carico dei loro pregiudizii, della lo-ro ostinazione e sovente puronco dellaloro malevolenza.

3. Soddisfare a certe condizioni vo-lute particolarmente dalle località. Nonsi può, per esempio, adottare uno stessopiano di coltivazione per un podere inpianura ove i lavori sono facili, i trasportiagevoli e rapidi, e per un altro poderein posizione elevata ove gli ingrassi dif-ficilmente si possono trasportare e il rac-cogliere le piante riesce assai faticoso ;per quegli stabilimenti che si possono conleggero dispendio irrigare e per quelli chenon godono di tale vantaggio ; per quel-li ove i salari od alcuni oggetti sono as-sai cari, in guisa da dover rinnunziare acerte coltivazioni che esigono molte ope-razioni e quelli ove queste medesimespese sono minori ; per quei poderi ovegli strumenti d’ agricoltura sono grosso-lani ed imperfetti e quelli ove sono co-struiti dietro buoni principii ; per quel-li ove gli ediGzii sono insufficienti, maldistribuiti,incomodi ed ove certi raccoltipossono notabilmente rimaner danneg-giati e per quelli ove le case rurali nonhanno questi difetti ; per quelli ove lelocazioni hannoassai breve durata e quel-li ove ue hanno una più lunga, ec. Fi-nalmente un piano deve adattarsi a quel-le circostanze locali tutte che dalla pra-tica e da un'attenta osservazione venne-ro indubbiamente riconosciute.

4- Permettere una buona distribuzio-ne dei lavori nel corso dell’anno ; valea dire tale che i lavori neccessari ad unaracoolta non nuocano a quelli d’un altraed inoltre che questi lavori siano scom-partiti in maniera presso a poco uguale« regolare in tutte le stagioni dell’anno.

5. Finalmente dev’essere adattato algrado d’inteligenza e di cognizioni del-l’intraprenditore. Un uomo invero iliu/ipf. Dii. Tecn. T. K.

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quale manchi della maggior parte dellecognizioni agricole e delle personali di-sposizioni che gli sarebbero necessarie perpoter dirigere con qualche speranza dibuon successo un’intrapresa industrialenon può scegliere un piano di coltivazio-ne teorico nel quale troverebbesi ad o-gni passo impedito da diflkoltà che einon potrebbe risolvere, e nelle sue manil’avvicendamento migliore potrebbe da-re meschini risultamenti ed altresì esserecagione di perdita. Anche la mancanzadi cognizione dei principii del]’ ammini-strazione agricola impediscono spessevolte che si possa ideare ed eseguire unbuon piano di coltivazione, o che si pos-sa tenere un conto esatto dell'andamen-to dell’intrapresa per dedurne quai can-giamenti vi si abbiano a fare.

B. Passiamo ora ad esaminare qualisiano le cognizioni commerciali cui deeconformarsi il piano di coltivazione.

Primieramente un piano di coltivazio-ne dev’ essere fondalo sui bisogni delpaese, i quali palesanti all’ agricoltoredalle ricerche e dallo smercio de’ suoiprodotti. Quanto più generale è in unpaese 1 ’ uso di un prodotto, maggiore èil prezzo che vi si aitaci"# e più a ragio-ne può l’agricoltore spirare di trovaruno smercio sicuro, rapido ed avvantag-gioso di esso. Una popolazione consumatanta ma; ,;or quantità di prodotti quan-to più essa è numerosa, ricca ed indu-striosa ; ed un avvicendamento può es-sere tanto più ricco e svariato quanto piùil terreno, su cui lo si fa, trovasi posto inmezzo ad una popolazione che presentiquesti caratteri, e quanto più gli uomi-ni, gli animali, le officine, le maniiàtture,le fabbriche o i negozianti vi consuminomaggior copia di derrate ed una piùgrande varietà di prodotti agricoli.

Sotto l’aspetto commerciale interessaaltresì che le piante, le quali fan parte36