Band 
Tomo XIX. [Supplimento.]
Seite
278
JPEG-Download
 

CoI.TIVA.ZIONE

«Iella rotazione, diano in istalo greggio omanipolale comunque dall 1 agricoltore,il maggior profitto netto ; che si possatrovar sempre da venderle, che il loroprezzo sia generalmente costante o variidi poco, e che possano smerciarsi allepersone più solventi del paese.

Finalmente gioverà talora modificareil piano di coltivazione, considerato sem-pre sotto l 1 aspetto commerciale, dietroalcune considerazioni sullo stato econo-mico ed amministrativo del paese. Così,per esempio, i mezzi di comunicazionescarsi, o cattivi,alcune misure fiscali one-rose per certi tali prodotti, e simili cir-costanze possono talora far preferire unpiano di coltivazione in cui emerga laproduzione animale p quella vegetale, op-pure in cui v 1 abbia fra queste un certoequilibrio od una proporzione che variain mille guise diverse ; finalmente perquesto riguardo il piano di coltivazionedeve esser tale che la terra ben prepara-ta in ogni stagione sia atta a ricevere, odei vegetali di commercio o delle piantedestinate al nutrimento degli uomini odegli animali, e sempre disposta a pre-starsi in breve intervallo a tutte le mo-dificazioni del piano che rendono ne-cessarie i nuoti desiderii, abitudini o bi-sogni della popolazione o nuove fonti dismercio.

Considerazioni sulla scelta d' unmetodo di coltivazione.

La scelta d' un sistema o d’ un piano«li coltivazione può dar luogo a conside-razioni ,ì estese e di sì alto interesse, e glierrori in tale proposito possono trarci asì gravi conseguenze, che tiguar'deressi-mo come troppo imperfetti i particolariin cui siamo entrati fin qui se non vi ag-giungessimo alcune riflessioni che torre-ino dalle opere di uno dei più celebri

Col.TIVAZIOSB

agronomi francesi,il direttore dell’istitu-to di Roville, e principalmente da nnamemoria che egli inserì nell' ottavo vo-lume degli Annali di quello stabilimento,dopo dieci anni di pratica, di esperienzee di osservazioni, la quale tratta del buo-no o cattivo successo delle agricole in-traprese.

Egli è impossibile, dice primieramen-te il Dombasle, aver la pretesa chimericadi determinare a colpo d’occhio un pia-no che più non occorra cangiare per queiterreni e località di cui non si abbia pienacognizione. Egli è vero bensì che deesisempre operare dietro un piano stabilito,e per conseguenza è neccessario fissarneuno al principio; ma la convenienza diuna data coltivazione, di un dato avvi-cendamento o di un tal metodo dipendeda sì differenti considerazioni relative alleproprietà del suolo, allo smercio dei pro-dotti o ad altre circostanze locali,che nonsi può acquistar la certezza d’avere con-venientemente avvertito a queste consi-derazioni se non che dopo raccolte le os-servazioni di molti e molti anni di segui-to. Fino a quel momento il piano adot-tato non può riguardarsi che come unsaggio, cui si avranno ad aggiungere tut-te quelle nuove combinazioni che ver-ranno riconosciute utili colla giornalieraesperienza ed osservazione. Si può anzidire che quanto più l’arte progredisce,tqnto maggiormente vedesi crescere ilnumero delle combinazioni che può am-mettere la pratica, e maggiori sturili edosservazioni abbisognano per applicaread ogni località quelle che le convengo-no meglio. Egli è quasi sempre dal mo-do come intraprendonsi che dipende ilbuon esito delie industriali imprese, im-perocché se esse cagionarono dapprinci-pio grandi perdite accadere ben di radoche quegli che le ha subite persista in essee cerchi così di trarre profitto dall’espe-