Concia
bile che un tal principio non agisca suquelli come agisce sulle fibre d’ogni spe-cie che compongono la cute degli anima-li, sembra nullameno esser più ragione-vole 1 ’ opinione di quelli che attribui-scono la utilità della tintura delle reti allamaggior consistenza che queste acquista-no, e che sembra dovuta al concino me-desimo.
Ella è di fatti cosa conosciutissima chele reti dovendosi continuamente esporreall' acqua ed al sole, durano assai più alungo se sono state conciate, che quan-do non ebbero tale preparazione. Se laesperienza giornaliera de 1 pescatori nonli persuadesse di ciò, essi risparmiereb-bero certamente un’ operazione che rie-sce loro molto faticosa e di qualche di-spendio. Sappiamo inoltre ehe a questoscopo medesimo esistono anche in Fran-cia appositi stabilimenti, ove presso apoco cogli stessi nostri metodi, tingono ipescatori le loro reti nelle decozioni deilegni e corteccie di varie piante astrin-genti, e specialmente della corteccia diquercia, come osserva anche il celebreThenard. Non ottengono però il coloreche somministra ai nostri la corteccia delpino. I pescatori di sardelle catalani, siservono della corteccia del pino selvati-co, ed ottengono oltre alla concia il colorrossastro eh 1 esigesi pel loro mestiere.
La corteccia di quercia,"tuttavia, comepur quella del pinus picea , furono espe-rimentate presso di noi molto meno ef-ficaci di quella del pinus maritima. Ciòsembra comprovarsi anche dai lunghi in-tervalli di tempo che lascian passare inostri pescatori prima di ripetere sullestesse reti la tintura, mentre in Francia secondo il sullodato chiarissimo chimico,c est eri tannarli tous les troìs ou qua-tre jours leurs Jilets avec P écorce dechine que les pécheurs parviennent àles consarver.
Coscia 36g
Per impiegare la corteccia di pino allatintura delle reti, usano in qualche luogodella Dalmazia porne una data quantitàin grandi appositi tini, e versatavi soprasufficiente quantità d’ acqua di fiume, lalasciano in macerazione per ben due me-si, passali i quali decantano il liquido di-venuto di color rosso ranciato scuro inaltri recipienti e v’immergono le reti la-sciandovele per due o tre giorni, dopo iquali le estraggono tinte di un color ros-so-scuro, e le asciugano all’aria aperta. Inaltri luoghi di Dalmazia invece, come pu-re presso di noi, anziché usar d’ una sìlunga operazione, fattane prima una in-fusione a freddo in grandi «aldaie piened’acqua di fiume, si lascia bollire per quat-tro ore a forte continuo fuoco la cortec-cia medesima finamente ed equabilmentecontusa, nella proporzione di una libbrain 6 od 8 d’acqua, dopo la qual bollitu-ra, lasciata ben deporre la decozione, sidecanta ancor calda in appositi tini soprale reti a bella posta collocate nel loro fon-do, lasciandovele per 24 ore, oppure vi sileva con adeguato istromento diligente-mente tutta la feccia, e reso così libero illiquido vi s’immergono le reti medesi-me, estraendole tosto ed immergendoledi nuovo per due o tre volte, come usasifare dei pannilini. Levate dalla decozionele reti, appaiono di colore rosso brunoun pò più carico, e si lavano indi nel-l’acqua di mare o di fiume. Alcuni omet-tono quest’ ultima operazione, e le pon-gono invece appena estratte dalla deco-zione sopra una stuoia,lasciandovele per12 e più ore, passate le quali, avendo aloro dire preso maggior forza il colore,le distendono all’ ombra od al sole adasciugarsi.
Questa è 1 ’ operazione che dicesi co-munemente concia o tintura delle refie ripelesi sopra le medesime a pili omeno lunghi intervalli, per mantener