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Tomo XIX. [Supplimento.]
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3^0 Coscia

loro, almeno in parte, quella maggiorconsistenza che acquistano colla prima tin-tura, e che vanno perdendo pel continuolor uso. Per tale operazione in grandeesistono presso a Venezia in Chioggia al-cuni appositi stabilimenti, ove i pescato-ri portano in quantità le loro reti, assi-stendo essi medesimi alla loro prepara-zione.

Nè alla tintura o meglio concia dellereti soltanto si servono i pescatori delladecozione della corteccia del pino, chealili scopo medesimo visi immerge la mag-gior parte di quei coniami che servir de-vono alle varie specie di pesca, e molti vitingono eziandio le vele delle turo barche.Tali tinture però, come pur quelle che siripetono alle reti tinte da qualche tem-po, usatisi fare da molti per economianelle decozioni seconde d’ una quantitàdi corteccia che servito abbia ad altratintura , unendovisi da alcuni piccolaquantità di nuova polvere, per accre-scerne P efficacia. Per tuli secondarietinture adoprasi pure, in quei luoghi «Iel-la Dalmazia , ove in poco numero tro-vansi i pini, la decozione «lei rami freschidel Lenlisco, pò tucùl lentiscus, che in Il-lirico chiamasi trislja dai Ragusei, smar-ca dai Lesignani, c smardella dagli sco-gliani di Zara.

Nella decozione , però men bollita ,della corteccia del [lino, i contadini del-la Dalmazia tingono eziandio i rozzi lorovestiti, ottenendone oltre un durevolecolore carneo scuro, maggior consistenzae durata.

Abbiamo veduto più addietro che l’usodi conciare le reti, i cordaggi e le teleriesussiste anche in Francia ; esso è purecomune sulle spiagge d'Inghilterra eimetodi colà adottati sono i seguenti.

Da concia delle reti si fa ivi puredagli stessi pescatori o da conciatori.In ogni caso prendesi un concino di

Coscia

Inuma qualità e in polvere mollo fina.Mettonsi due parli e mezza di acqua peruria di concino in una caldaia sotto dicui si fa fuoco ; «piando comincia a bol-lire il concino si gonfia,e siccome potreb-be traboccare,così il conciatore estrae una[•arte del liquido,e mentre si fa la deco-zione che dura da 16 a 18 ore, rimette poiquella parte che aveva estratto. Quando ilconciatore conosce che 1’ acqua ha spo-gliato il concino di tutta la sua sostanza,lo estrae dalla caldaia, mediante un pa-niere posto sopra una vasca per non per-dere l'acqua che goccia ; continuasi sem-pre il fuoco sotto della caldaia e si tuffa-no le reti quando il bagno bolle. Allor-ché si concia mettonsi, al fondo della cal-daia le reti nuove e le vecchie al disso-pra, ammucchiandole in tal guisa ; ma siha cura di fare sul dinanzi della caldaiaun trammezzo di tavole per poter pren-dere della decozione che versasi conti-nuamente sulle reti, seguitando fino ache il bagno abbia perduta la sua-forza..Seceansi poscia le reti guarentendole dal-,la pioggia e specialmente dalla brina. 11concino rimasto dalla prima operazionepuò ancora servire, facendolo nuovamen-te bollire con acqua, e caricando il ba-gno ottenuto da questa seconda decozionecon una aggiunta di concino nuovo, mamettendone una metà soltanto della pri-ma volta. Adoperasi anche la cortecciaverde e fresca delle radici del noce. L’e-rica, lo scotano, il sommacco, 1' alno, ilsalice, ec., servono aneli’ essi a questouso. Se è vero che la concia conlribiiisrica a conservare le reti, si potrebbe forseaumentarne 1’ effetto immergendole pri-ma di conciarle in un’ acqua che conte-nesse un poca di gelatina o colla forte.Lo stesso potrebbe farsi pei cordaggi eper le tele diesi assoggettano alla coirci;*.

(Luigi Nahdo— Journal des

Cannaissances utila-)