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relativa ai concimi si è quella se meglioconvenga usarli freschi o decomposti.Fanno eglino male? No, dice AgostinoGallo , più giova il letame fresco, che ilvecchio. Considerando attentamente l’o-pinione del Gallo, che invoca in suo ap-poggio l’esperienza dei proprii concitta-dini, sebbene confessi di avere contro lamedesima tutti gli scrittori antichi, si ve-de che egli parte da questo principio, va-le a dire, che lo sterco ha i suoi elementipiù attivi quando è recente, che quandoscomposto. Parlandosi del principio ri-scaldante, il calorico de’ moderni, ciò è achiunque sensibilissimo. Non dissimulaperò 1' autore citato che danno assai neviene al campo su cui si applichi letamefresco, per la quantità di erbe eh’ esso Viproduce. Se i letami noti operassero chedistruggendo i principii cattivi racchiusinelle terre, ed eccitando in questo ungrado di fermentazione accompagnatadal calore, per cui i buoni si disponesserosempre meglio a nutrire le piante; in talcasoconcorreressimo nell’opinione accen-nata. àia siccome l’osservazione dimo-stra chiaro, che somministrano essi del-1’ alimento, e che questo non è mai piùomogeneo che allora quando i letami sonopiù decomposti, così in generale devesistabilire che si hanno da spargere mace-rati convenevolmente. Le nostre osserva-zioni ci fanno giudicare che pel frumen-to delibasi concimare con letami scom-posti, specialmente quando questi sianofatti in anni nei quali la golpe o carbo-ne abbia infestate le campagne.
In generale poi siccome abbondanone paesi nostri forse più che altrove in-setti dannosi all’ agricoltura, che depon-gono. le uova appunto fra le materie cheservono a far letto al bestiame, pensiamoche. toltine i prati,deliba ogni altro cam-po letamarsi con letame scomposto. Allepraterie, specialmente se argillose, chia-
Sappl. Di-„. Tedi. T. V.
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mate dai contadini fredde, come pure ingenerale ai terreni di natura argillosa,possono convenire i letami non ancorascomposti.
Vi sono pure altri casi, ne’ quali me-rita la preferenza il.letame non ben di-gerito. La mancanza assoluta o relativa,per esempio, di materie alte a tener sol-levato il terreno, domanda che il letamesupplisca a cotesto ulìizio. Allora saràmeglio servirsi di quello die non è ri-dotto, come dicono i contadini, a tabac-co. Un altro caso vi è pure, iu cui è pre-feribile l’uso de’ letami freschi. Coltivia-mo alcune piante, le quali non vivonoun anno solo, ma lungamente, e che pro-fondano molto la loro radice, come, peresempio, l’erba medica. I bravi contadi-ni a questa e ad alfra simile pianta funnoun letto di letame per assicurarsi che,giunte le sue radici a molta profondità,abbiano conveniente alimento ; e si ser-vono appunto di letame piuttosto fresco.In ciò operano giudiziosamente. Se siservissero di letame ben macerato, faci-lissimamente, anzi certo, le piogge stra-scinando subito al basso i principii delconcime, la pianta non troverebbe, arri-vata a quella profondità di che nutrirsi.Laddove usando materie non iscomposleva, direi quasi, del pari il cammino dellaloro «composizione e quello delle radici ;e mentre le prime poi macerate scendo-no al basso, vi scendono ancora le se-conde che in tal guisa non mancano maidi un buon alimento. E regola pure giu-stissima lo spargere que’ letami di Cui1’ azione è pronta, ma di breve durata,sebbene forte, come le materie escre-mentizie umane, sopra le piante che han-no una vita celere, quali sono gli erbag-gi che durano poche settimane, o le in-salate, riserbaudo poi i concimi che siscompongono con maggiore lentezza, perquelle piante che più adagio vegetano,51