Band 
Tomo XIX. [Supplimento.]
Seite
407
JPEG-Download
 

Concino

eccesso ili quest’ultima e negli acidi. L’a-maro riscaldato lentamente in una fiala,si sublima in piccoli aghi bianco-paglia-ti. Gettato sopra un ferro rovente s’in-fiamma’ e lascia un carbone che scintillabruciando. Distillato convenevolmenteinuna piccola palla di vetro, divien nero esi infiamma, rimanendo per residuo uncarbone leggero, ed ottenendosi del va-pore acquoso, dell’amaro indecomposto,dell’acido carbonico, dell’acido idrocia-nico o del cianogeno, dell’acido nitrico,del gas nitroso, ed un gas infiammabilecontenente del carbonio.

Tutte le combinazioni saline dell’ama-ro hanno la proprietà di detonare più omeno fortemente, come abbiamo già det-to. La combinazione salina più ragguar-devole è incontrastabilmente quella for-mata colla potassa : è molto meno solu-bile dello stesso amaro ; il perchè se-parami piccoli cristalli d’ un bel giallodorato, allorché si riuniscono delle solu-zioni acquose un poco concentrate d’ a-maro e di potassa. Si comporta in modoanalogo colla soda. La sua combinazionecoll’ammoniaca cristallizza in paglietiine,che detonano leggermente col calore. Di-scioglie l’ossido d’argento, e forma secolui degli aghi d’ un superbo giallo dora-to. Discioglie il sottocarbonato di piom-bo ad un leggero calore. Col raffredda-mento si ottengono degli aghi che sonopoco solubili, quando non ritengono uneccesso di acido. Discioglie ugualmenteil perossido di mercurio.

Amaro al minimo d'acido nitrico.

Abbiamo così chiamata una materiache si produce trattando l’indaco col-1’ acido nitrico. (V. isdaco). Si ottiened’ordinario unita ad una proporzioneVariabile di materia resinoide e di unpoco d’amaro del Welter. Per purificar-

CoNClNÒ 4°7

la, se la disciogli» nell’acqua bollente *vi si aggiugne a poco alla volta del sot-tocarbonato di piombo in peso uguale alsuo ; e si continua a far bollire il tuttoper qualche tempo. Quindi filtrata, la-scia sopra la carta del sottocarbonato dipiombo, ed una combinazione di ossidodi questo metallo e di materia resinoide.Si versa nel liquido filtrato dell’acidosolforico per precipitarne il piombo e sitorna a filtrare il liquore ancor caldo ;questo nel freddarsi depone dei cristallid’amaro al minimo, i quali fatti gocciaresi ridisciolgono e si purificano con nuovecristallizzazioni.

Può essere ottenuto in cristalli acicu-lari bianchi, quando si riscalda lentamen-te in una fiala. Ha un sapore leggermenete acido, amaro ed astringente ; gettatosopra un ferro rovente, una parte si su-blima, un altra si riduce in prodotti vo-latili ed in un carbone che scintilla bru-ciando ; è molto più solubile nell’ acquòcalda che nella fredda. Questa soluzionearrossa la laccamuffa, ma non precipita lagelatina ; ha tra caratteri distintivi quel-lo di colorarsi in rosso quando si mescolacoi sali di perossido di ferro. L’ acidonitrico a 4°° fatto concentrare a caldocoll’ amaro al minimo, lo converte in a-maro del Welter, risullamento che a noiè sempre comparso estremamente curio-so, e che prova avervi un’ intimissimarelazione fra i due amari, qualunque siaP opinione che si adotta su la loro com-posizione.

L’ amaro al minimo ha qualità assaimeno acide dell’amaro del Welter nondecomponendo il nitrato uè l’idraclora-to di potassa ; forma colla potassa unacombinazione eh’ è molto più solubile diquella dell’amaro del Welter colla me-desima base, e cristallizza in piccoli aghirossi, che scintillano sotto 1’ azione delcalore, senza detonare ; colla calce, colla