fonda, vende pei' lo meno assai dubbii
questi loro vantaggi. (G.**M.)
Corda di budello. Y. minbgiaio.
Corda di brulla. I cordaiuoli di Chiog-gia e della Dalmazia fanno delle buonis-sime corde colla brulla, specie di piantadel genere carex , ammollendo gli stelinell’ acqua e intrecciandoli a guisa dicordone (Y. questa parola). (G.**M.)j
Corda di cortecce. Varie sono lecortecce delle quali si possono fare cor-daggi, e noi accenneremo questa utile ap-plicazione ogni qual volta parleremodelle piante che ne sono suscettibili. Di-remo qui soltanto che dei tentativi fattirecentemente provarono che la cortecciadi acacia può dare una materia filamento-sa che promette buoni risultamenli. Sape-vasi già che l’acero, il corbezzolo ed al-cuni altri alberi danno anch’essi una ec-cellente materia prima, che però non la-vorasi a cagione della sua rarità, o piutto-sto dell’essere sì sparsa che riesce diffi-cile di unirne le grandi quantità che oc-corrono per una estesa fabbricazione. Lecorde di tiglio, che si fanno colla secon-da corteccia o libro dei ramoscelli di ti-glio d’Olanda , e talvolta con quella del-l’olmo comune, che è quasi altrettantoflessibile e durevole, sono l’origine nel-l’Aube in Francia e particolarmente neldipartimento dell’Oise , di una estesa fab-bricazione; così a Coge, 2 leghe distanteda Senlis gli abitanti lavorano ogni an-no più che 2,5oo dozzine di corde dapozzo di corteccia di tiglio, ogni dozzi-na di corde essendo lunga in complesso288 metri. (Oilleabx— F. Malepeyre.)
Corda di cotone. Fra le varie sostanzepropostesi quali sostituzioni alla canapanella fabbricazione delle corde, il cotonenon poteva sfuggire dalla attenzione deicordaiuoli. Samuele Green, manifattoredel Pawtuxet negli Stati-Uniti fece cordedi cotone, le quali vennero riconosciute,
Cohda
a quanto si dice, con prove adattate, edin varie circostanze, di più lunga duratadi quelle di lino e di «mapa assoggettalealle stesse prove. L’autore accerta chequeste anche a maggiore lunghezza rie-scono più forti, che sono piùleggere, ed inconseguenza più agevoli a maneggiarsi, esuppone che la elasticità di queste cordej abbia ad essere mollo vantaggiosa per gua-rentire i vascelli nei casi di grandi colpidi vento. Il registro del Nilo (Nile 's Re-sister) del 17 dicembre 1825, pag. 244»dal quale togliamo queste notizie, diceche le vele di cotóne sono forti quantosi possa desiderare, che si fabbricano aBaltimore e che 1 ’ uso se ne va ogni dìpiù diffondendo, il che sembra darefiducia che anche le corde di cotone es-sere debbano ben tosto preferite alle al-tre. Riportiamo questo documento sen-za aggiungervi alcuna osservazione, nonavendo alcuna esperienza che ci permet-ta di formarne un’opinione; quanto peròalle vele di cotone la cosa è fuori di ognidubbio e la fabbrica dei Brooks ne som-ministrò molle che fecero diversi viag-gi di lungo corso senza soffrire alcundanno. (Oikleaux.)
Corda di gomma elastica. Nella espo-sizione industriale di Parigi del iS 54Rattier e Guibal, noti pel bell’uso chefecero recentemente della gomma elasticaper preparare dei tessuti elastici, ed altriimpermeabili, assoggettarono al giudiziodel Giurì delle corde fatte con fili dellastessa materia, stirati e che avevano per-duto quell’eccesso di elasticità che nelmaggior numero dei casi ne impedirebbel’applicazione. Queste corde sono cosadel tutto nuova e vengono presentai*dagl’inventori all’industria modestameR'te come un prodotto nuovo, non ancorastudiato e che potrà impiegarsi in alcu-ni casi. Queste corde sono, a vero dire,'meno folli di quelle di canapa, ma 111