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del tubo. Un piccolo scatto p che gira acerniera al punto n' ed ha all’altro capoun foro in cui passa il filo, s’impegna neidenti auncinati fatti alla parte superioredel rocchello, cui impedisce ili girare eper conseguenza di dare del filo. Maquando tirasi questo stesso filo per lacima al di sopra dell’occhio o, il peso msale-, e sollevando lo scatto p, lascia li-bero il rocchello e dà il filo necessario,che è sempre tenuto leso ugualmentedal peso che allora discende.
Le aste l dei cannelli scendendo at-traverso la piastra di ghisa, servono afarli camminare nelle loro aperture i. Atal fine la .parte superiore delle ruotedentate E, è munita d’ un pezzo di' fer-ro r che sopravanza d’ ambo le parti indue piani diversi, l’uno al di sopra del-1’ altro, i quali bracci di ferro spingonoi rocchelli, ciascuno di quel tratto chepuò percorrere, se li rimandano conti-nuamente metà in un verso e metà in unaltro, d’ onde ne viene 1’ incrociamentodei fili e per conseguenza la formazionedel tessuto al punto in cui essi unisconsiin M sull’anima, intorno alla quale gira-no lutti i rocchelli quando si mette inmoto la macchina. Il cordone fabbricatoin tal guisa passa sulle pulegge j,t, po-scia ravvolgesi sopra uno dei rocchelliD, che lo lira con una velocità propor-zionata al suo diametro ed alla 'celeritàdella macchina. (Christian.)
Cordone elastico. E fatto di due par-ti o strisce di tessuto doppio senza cu-citura, ciascuna composta di un pez-zo con elastici senza cucitura, simile aquelli descritti all’articolo Cigna, e di unpe-zzo doppio senza elastico con occhielloda una parte e con un pezzo lungo nonelastico dall’altra. Volendo, per esempio,strignere con questi cordoni un giusta-cuore, basta assicurare due di questi cor-doni pegli occhielli in due bottoni, e
Coreggia
unire con una fibbia 1’ altre due loro ci-me. In tal guisa si strigne il giustacuorein maniera cedevole e senza pericolo dilacerarlo come spesso accade al presente.
. •' (G.**M.)
COREGGIA. Da alcuni anni sosti-tuironsi alle corde eterne che servono atrasmettere il movimento da un puntoall’altro-coregge di cuoio che hanno sul-le corde moltissimi vantaggi. Le cordedi canapa o di budella essendo moltoigrometriche si allentano o si stringonosecondo che l’atmosfera è asciutta od umi-da; quindi conviene disporre delle pu-,legge che premendo sulla corda compen-sino il suo allungamento 'od accorcia-mento ; ma in tal caso si aumenta l’attritoe vi ha per conseguenza una perdita diforza motrice. Coll’ uso delle coreggequesto difetto più non sussiste poichéla grascia onde sono impregnate si op-pone all’ azione igrometrica dell’ aria.Quando devono avvolgersi sopra pu-legge o tamburi di un diametro nontroppo piccolo, si uniscono le loro cimecon una fibbia che dà il modo di accor-ciarle.quando, essendo nuove, dopo a-vere servito per alcuni giorni, si allunga-no a motivo della provata tensione. Seinvece le loro cime sono unite con unacucitura quando la coreggia si è allun-gata fa d’ uopo sdrucire le parti uniteper scemare la lunghezza’ delia coreggiaed evitare l’uso di pulegge supplirne"'tarie. Della teoria delle coregge e dellecorde eterne trattammo a quest’ ultimaparola, qui solo adunque daremo alcuniavvertimenti per la pratica del modo dicostruire le coregge e di porle in opera.
Le coregge hanno ad essere flessibili)vale a dire, c^e devono potersi piegarefacilmente in ogni verso. Non hanno m nlad essere doppie, ma formate di una solaIgrossezza di cuoio ben conciato ; nelle^coreggia doppie i cuoi soffrono un s ‘