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fitta, assolutamente opaca e soprattuttoomogenea ; si rompe in pezzi paralello-pipedi, ed ha talora la frattura concoi-de ; il suo colore più ordinario è il ne-ro ; ma ve ne ha di turchiniccia, di ver-dognola e di rossastra. Ha ricevuto ilnome di frappo a cagione che per la suarottura le montagne che ne sono com-postepresentano nelle loro dirupate pen-dici una specie di scaglioni, la parolatrapp significando appunto scala. Fon -desi in un vetro nero opaco, verde cu-po o giallognolo. (Brongniart.)
CORNEO. Chiamasi ciò che parteci-pa della natura o della apparenza ddlcorno. (Alberti.)
CORNETTA. Strumento che ado-peravasi alcuni anni addietro nelle trup-pe, e cui si sostituì la trombetta, sicchéora la cornetta non adoperasi che assaidi raro, e quasi esclusivamente dai po-stiglioni. Non era dessa che una speciedi piccolo corno a imbuto più stretto, enon abbracciava che le due ottave mediedel piano-forte, della più bassa dellequali non dava che do e sol , e della se-conda l'accordo perfetto do , mi, sol , do;sicché si vede che era uno stromento dieffetti limitatissimi.
(Sainte Precve.)
CORNETTO. Il legume ossia ilfrutto del fagiuolo quando è verde.
(Gagliardo.)
Cornetto da impiombare. V. im-piombare.
CORNICE. Che siano le cornici del-le fabbriche il dicemmo nel Dizionarioalla parola architettura né qui lo ripe-teremo ; tutti pur sanno cosa s’ intendaper cornici di quadri, e come vengonoqueste lavorate dal falegname con regolio Uscii e lustrati o scorniciati con pialledi ferri a forma particolare, che diconsiINCORSATO! (V. questa parola), uniti concalettature e colla negli angoli; altre cur-
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nici si lavorano ad intaglio (V. intaglia-tore), poi si passano al doratore che lefinisce. Qui solo noteremo alcune impor-tanti innovazioni fattesi nei mudi dipreparare le cornici dei quadri, sceglien-do quelle che più ci paiono meritevolid 1 essere qui citate. Primieramente a di-minuire il lavoro del falegname ed a da-re più finitezza e bella apparenza allecornici dorale, imaginossi di fare i re-goli greggi, poscia stendervi sopra unmiscuglio composto di pasta di cartone,colla di pelle e talco, cui si può aggiu-gnere una piccola quantità di gesso e difarina. Si può far uso di questo miscugliotanto caldo che freddo ; vi si passa so-pra, mentre è ancor molle, un ferro dascorniciare, poi si lascia asciugare. Yi siapplica allora a caldo un altro miscugliodi colla di pelle, o meglio di pergame-na e di talco, cui si può aggiugnere del-la cerussa od un poco di colla di farina,indi vi si passa sopra di nuovo la piallacol ferro da scorniciare.
Fra le molte nuove fogge di cornicida quadri che vedonsi oggidì ci è d’uo-po notare quelle fatte di lamine sottilidiottone dorate o verniciate e improntatein mille fogge diverse col bilanciere, fat-te insomma a quella stessa maniera chegli ornati per le mobiglie ; le picco-le sono di un solo pezzo, le grandi dimolti, saldati in guisa che le commetti-ture vengono nascoste da sovrappostiornamenti ; quelle foderate ili ornatisimili dorati, ma in carta, attaccati so-pra un fusto di legno; quelle di ferro fu-so, e quelle.proposte ed eseguite da unlegatore di libri parigino per nomeThouvenen, foderate di pelle 91I ornatedi dorature a quella stessa maniera cheaccostumasi fare pei cartoni dei libri.Re piccole cornici si fanno pure di ghi-sa, di vetro e di somiglianti sostanze.
Di altre cornici però no è qui d’uopo