Corniolo
parlare, e vale a dire di quei regolettilavorati a cornice che vendonsi separatiper ornarne o le cornici dei quadri al-l’interno, ole mobigllre, ed anche tal-volta i piedestalli od altro delle macchi-ne per le officine o pei gabinetti di fisi-ca, le tavolette dei barometri e dei ter-mometri, e che si adoperano in fatti ainfiniti usi e diversi. Facevansi questeprima a mano dall 1 intagliatore e dal do-ratore o dal falegname, secondo che era-no semplici o lavorate. Se queste mede-sime cornici avevano poi ad essere dimetallo, il lavorarle era lungo e faticosoe conveniva per lo più ricorrere al getto.
Una bella invenzione si fu quindiquella, della quale ignoriamo l’autore, diadattare ad una trafila una filiera a bu-chi decrescenti e taglientissimi da un la-to, il più piccolo dei quali aveva la for-ma del contorno di una piccola cornice.Passando delle bacchette di legno con-venientemente preparate pei fori di que-sta-filiera si ottengono delle corniceneesattissime di legno con poca fatica esollecitamente. Queste stesse cornici co-perte d’una laminetta d’ottone e passateper un’altra filiera o meglio fra due ci-ilindvi disposti a guisa di laminatoio edaventi in cavo sulla loro circonferenzala forma della cornice, rimangono fode-rate di metallo, e riescono comodissimead usarsi per ornarne checché si voglia.Lavoransi molte di queste cornici, spe-cialmente in Germania , e sono l’oggettodi un esteso commercio. (G.**M.)
CORNIO. Y. CORNIOLO. ì
CORNIOLA. Frutto del corniolo(V. questa parola).
CORNIOLO . Genere di piante, lequali, tranne due specie che sono erba-cee, sono tulle arbusti o albereti!, e sene conoscono circa venti specie, parec-chie delle quali si coltivano : parleremode »e più utili.
Corniolo i 51
11 corniolo maschio ( Cornus mas -,Linn.,1 è un grande arbusto o un piccoloalbero che giugne da 20 a 25 piedi d’al-tezza, e cresce spontaneamente nei bo-schi e nei cespugli di una gran parte diEuropa . Le sue frutta sono simili a pic-cole ulive d’un bel color rosso e diconsicorniole. Il corniolo maschio può ri-dursi facilmente della forma che si vuolecolle cesoie, il che lo rende atto a farnesiepi e palizzate. Cresce lentissimamen-te e può vivere molte centinaia d’ anni,la quale proprietà e quella di gettaredalle radici quando se gli lascia il me-nomò rimesticelo, sono cagione che lo sipreferisca sovente a qualunque altro al-bero delle foreste per segnarne i confi-ni. Sul qual proposito il Bosc dice chein alcuni luoghi se ne vedono d’un’an-tichità sorprendente, e ne cita uno alquale egli crede di poter attribuire unaetà maggiore di mille anni e che esistenella foresta di Montmorency, presso alcastello della Chasse, dove indica la se-parazione dei boschi del ducato di Mont-morency, da quelli del priorato di S.Redegonda.
Il legno ■ delle vecchie piante ha ilcuore bruno e l’alburno bianco, con unaleggera tinta rossiccia. E molto duro,d’una grana assai fina ed atto a riceve-re un bel pulimento, qualità che lo fan-no riuscire ottimo ai lavori di tornio ;ma vuol essere adoperato ben secco,poiché altrimenti è soggetto a fendersi ;di laro dà pezzi d’un diametro maggio-re di o"',i6 e perciò non si impiega chein lavori non molto grandi. Se ne fannoottimi denti di ruote da mulino, e perla sua arrendevolezza anche piuoli dascala di molta durata, biette e cavi-glie; se ne fanno anche cerchii e pali davite o trastulli che durano mollo a lun-go. Se ne fanno carnati per diveltare,scardassare o camatare la lana, razze di