ìija Corso
tubo conico (letto imboccatura la cuilarghezza e profondità dee variare nonsolo secondo le dimensioni dello stru-mento, ma anche secondo la forma e ilmodo di tenere le labbra dell’esecutore.La sola azione delle labbra, combinan-dosi colla maggiore o minore rapiditàdel soffio, cagiona la divisione della co-lonna vibrante in più o meno frazioni,e le fa produrre suoni diversi. Otten-gonsi degli altri suoni aggiugnendo a<{nesta azione, quella d’ introdurre lamano più o meno innanzi nella partespanta che dicesi 1’ imbuto. Cosi sonofatti tanto il corno da caccia che quelloadoperato nelle orchestre. Il primo hasempre la stessa lunghezza nè dà chepoche note; ma nel secondo questa lun-ghezza può accrescersi o scemarsi conpezzi di ricambio più o meno lunghi;sicché si può suonare in altrettanti suoniquanti sono questi pezzi. In tal guisaadattansi al corno per le orchestre diecipezzi diversi di ricambio. Per occupareminore spazio curvasi il tubo del cornopiù volte sopra sè stesso.
Si cercò varie volte di ovviare a questoincomodo bisogno di mutare i pezzi delcorno ad ogni cambiamento di tuono, edi non poter quindi passare da un tuonoall altro senza una pausa sufficiènte.
Merita qui di essere menzionato ilcorno senza pezzi di ricambio imaginatoda Stnckens di Lilla, le cui dimensionisono inoltre calcolate in maniera da far-gli produrre il suono più dolce e piùgrato, di una grande giustezza e di ugualforza e carattere in tutti i tuoni, ciò acui non si presta il corno comune.
Vedesi questo strumento disegnato difaccia nella fig. i della Tav. VI delleArtifisiche ; dal lato opposto nella fxg. s,nella quale tutti i tubi curvi scinosi ta-gliati in maniera da non lasciarne vedereche la cima che parte dal tubo rettilineo;
e finalmente nella fig. 3 che mostra unàsezione del tubo rettilineo e nella qualeparimente si sono troncati i tubi ricurvi.
Consiste questo strumento in Un tuborettilineo lungo i4 pollici (o OT ,38) e disei linee e mezza (u'",o i 3) di diametro,cui sono saldati nove tubi che fanno unaspecie di serpentino e corrispondono l’unocoll’altro. Questa corrispondenza può in-terrompersi a volontà per uno o più diquesti tubi; mediante un cilindro di otto-ne b (fig. 3), che vedesi a parte nella fig. 4su due facce prese ad angolo retto. Laparte superiore c d rappresenta un ci-lindro pieno, nel quale sono forati tra-sversalmente ed in uno stesso piano chepassa per l’asse del cilindro, otto fori cheattraversano questo cilindro da parte aparte, come mostra la fig. 4- La parteinferiore di questo stresso cilindro è untubo sottile d e la cui parte superiore èfissata alla cima inferiore del cilindropieno c d, cosicché questo tubo trovasichiuso ermeticamente alla sommità ; maun poco al di sotto di questi due pezzi,trovasi nel detto tubo, un nono foro /che comunica soltanto coll’ interno diquesto tubo senza attraversarlo da partea parte.
Il cilindro (fig. 4) cosi disposto infilasiper la parte superiore del tubo a nel qua-le se lo fa scorrere a suo talento, di modoche facendo andare e' venire convenien-temente questo cilindro si stabilisce os’interrompe secondo che reputasi ne-cessario la comunicazione di Uno o piufori dèi tubi che vanno al cilindro ester-no od inviluppo a.
Mediante questo cilindro mobile (fig- t\)cangiasi a volontà di tuono, al qual fm eil tubo esterno a tiene una piastrina in-argentata i (fig. i) sulla quale sono se-gnate nove divisioni che rappresentano,come mostra la figura a, le note si,sol , fa, mi#, mi 1 re, do, si.