Cosmetico
vasello ben netto, ed applicato al biso-gno, cancella quelle macchie che hannoper causa il troppo calore. I grani an-cor lattiginosi dell’orzo, distemperati nellatte, danno un liquido che imbiancaquelle parti che con esso si bagnano. Lalanugine che riveste la parte interna delbaccello snella fava, soffregata la sera sulviso, ne ravviva la freschezza del colori-to. Lo stesso dicasi del sugo di cetriuoli.La malva bollita nell’acqua di piantaggi-ne ha la proprietà di togliere quelle ros-sezze che il sole di agosto lascia sul visodelicato delle belle.. La farina di fave equattro semi freddi, mischiati col latte,imbiancano sensibilmente la carnagione, ene levano quelle macchie rossastre o gial-licce che il sole od il caldo eccessivo ca-gionano.
Molte sono però le preparazioni arti-fiziali immaginate allo scopo di conser-vare la bellezza della pelle. Annovere-remo quelle che ci paiono migliori edelle quali avvi maggior smercio.
Acqua di bellezza. Questo cosmeticosi ottiene distillando una libbra (o chll -,45)di fiori di timo ed una di maggiorana concinque quarti (5 li, -,68) di spirito di vinoed uno (o llU ,i36) di acqua e adoperasispecialmente per lavarsi la faccia.
Latte verginale. Questa preparazioneconsiste nella soluzione alcoolica della re-sina conosciuta col nome di belzuino, edicesi volgarmente latte verginale , perchèse si mescola coll’acqua addiviene lattigi-nosa a motivo dell’unione d’una parte del-I alcool coll’acqua, e della precipitazionedel belzuino , che vi stava disciolto.Quanto alle dosi per fare questo compo-sto) sono queste : due parli di belzuinoPestato, e sei d’alcool. Terraunosi le no-minate sostanze in digestione per tregior-n h si filtreranno, e si dovran conservareln vaso chiuso colla maggiore esattezza,^olendosene poscia servire, se ne gelta-
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no alcune goccfe-»»!!’acqua fino a tantoche divenga lattiginosa, e con questa silavano le mani ed il viso. L’acqua cosipreparata ha un grato odore, ed im-piegandola spesso per lavarsi la pelle,questa acquista tal morbidezza, ed uncolore bianco, dipendente dalla sostanzaresinosa, che sopra vi si rasciuga, che larende più delicata in grazia della mag-gior consistenza, che nel tempo stessoriceve.
Modo di rendere le mani delicate ebianche se siano alterate dal freddo.Si fa l’unguento seguente per togliere al-le mani, la ruvidezza prodotta d’invernodall'azione del freddo. Si sa che le cor-renti spesso rinnovate d’aria asciutta ve-nendo al contatto della pelle producono1’ evaporazione delle particelle volatili,che sono alla di lei superficie, e da que-sto ne viene l’alidore che in essa si ma-nifesta d’ inverno. Per ridonarle l’anticapieghevolezza sono utili le sostanze un-tuose, le quali (lasciandone una picco-la porzione sulla pelle medesima) impe-discono che si rinnuovino gli ioconve-nienti dovuti all’azione del freddo. Fon -donsi a lento calore parti eguali di sper-maceti e d’olio di mandorle dolci, ed inseguito vi si unisce dell’olio volatile dilavanda. Si adopera ungendosi le maniquando si va a letto la sera, e la mat-tina si leva molta parte di quell’untumelavandosi le mani nell’acqua in cui siasifatta bollire della crusca.
Pomataper conservare la bianchezzaalla carnagione. Sedici parti d’ olio dimandorle dolci, una dramma di cerabianca, ed una e mezza di spermaceti sifondono insieme, c subito dopo fusi siestraggono dal fuoco : quando il miscu-glio comincia a raffreddarsi vi'si aggiun-ge a poco a poco per volta un’oncia diacqua aromatica di rose, che ognuno saessere un forte astringente, nella quaK;aC