Band 
Tomo XX. [Supplimento.]
Seite
203
JPEG-Download
 

Cosmetico

come un meno sicuro [ter togliere lemacchie di cui si tratta, la seguente com-posizione. In una bottiglia d’acqua aro-matica di rose si getta dell’ allume dirocca polverizzato, unito a dei fiori dizolfo nella dose di parti uguali ; siagita il liquore per un’ora e si tiene inseguito il vaso ben chiuso. Quando oc-corre servirsene, si prende di questofluido e con esso lavasi la parte mac-chiata; si lascia asciugare, ed andando aletto, vi si pone sopra una pezzetta ba-gnata nello stesso miscuglio.

Seconda preparazione per levare lemacchie gialle. Si scioglie una parte diallume di rocca in una libbra d’ acetounendovi tal quantità di farina d’ orzoche basti a formare una pasta moltomolle, la quale s’applicherà sulle partimacchiate per tutta una notte, dopo diaverla distesa sopra un pannolino.

Rimedio per togliere le macchie pro-dotte dal sole. Alcuni insegnano di farbollire del latte unitamente al succo dilimone, e dopo avervi tolto il cacio, diversarvi dell’alcoole. Lavandosi con que-sta materia le parti offese, asserisconothè le macchie spariscono ; e pare che vis 'a tutta la probabilità di crederlo, poi-ché è a ciò bastante qualunque siasimateria atta ad impedire l’azione liberadell’aria sulle parti alterate.

Dei mezzi per cancellare le IcntigAgirti. Si mesce con acqua di rose l’albu-me fresco dell’uovo, e con questo mi-|sveglio si spalma il volto prima di cori-jcarsi. La mattina, dopo alzati dal letto,S1 lavano le parti già preparate col latteverginale, del quale abbiamo data piùaddietro la ricetta. j

Por distruggere le macchie rossedella faccia. Il succo del così detto co-jc °mero asinino (momórdica elaterinm)51 unisce alla metà del suo peso d’acquajs P'niosu di rose e lavanda, e con questa

Cosmetico 3o3

composizione lavasi il viso di frequente;mediante l’uso continuato e ripetuto diquesto correttivo si giugne a vincere lemacchie, purché s’eviti l’azione del soleò della luce troppo viva mentre se nefa l’applicazione.

Modo di guarire i naevi materni ,detti volgarmente macchie di vino. Nonsi era finora trovato vevun mezzo cura-tivo sicuro per togliere queste macchie,e quelli che ne erano difformati dove-vansi ordinariamente confidare a cerreta-ni, i medici essendosi dichiarati incapacidi guarirli. Gli empirici applicano soprala macchia un cerotto caustico, che strug-ge il tessuto del naevus fino al corio ; senon che in sua vece il rimedio lascia unacicatrice raggrinzata, più difforme ancoradella macchia che cou esso s’intende ditogliere. Queste macchie si mostrano co-munemente in sul viso, poco rilevatesopra la pelle, e composte unicamentedi tessuti erettili. Il dottor Vanii vennecondotto al trovamento del suo metododall’avere osservato il modo cóme i sol-dati e i marinai, per vezzo, sogliono im-primersi sulle braccia, e bene spesso sulpetto, parole o figure, le quali poi nonsi cancellano con ripetute lavature, anzineppure coi vescicatori ; poiché i co-lori di tal materia introdotti, penetranofino al corio. E di vero, se potevasi tin-gere la pelle di rosso o di azzurro, nonvi avea ragione per non credere possi-bile di lingeria egualmente di bianco ;la esperienza confermò la teoria ed ildottor Vauli ebbe già a lodarsi della buo-na riuscita d’alcune prove. Per ben com-prendere il metodo di cui si parla,impor-ta ricordare quello onde si valgono i sol-dati e i marinai per imprimere i segni an-zidetti, il quale consiste nello scriveresopra la cute, con ocra rossa, i caratteriche s’intende di segnare, coprire la par-te con la materia colorante prescelta (ci-