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pratica diviene cosa assai facile, purchési abbiano buoni utensili e si adottinotali metodi di fabbricazione che la per-fezione dell 1 oggetto lavorato dipendapiù che dalla personale destrezza dell’o-peraio, dall’ esattezza dei metodi cheegli adopera.
Generalmente la cagione per cui fallisce«{(lesta seconda parte dell’operazione di-pende da errori fattisi nella prima. Pernon entrare in troppi sviluppi, diremosoltanto che questi sbagli provengonoordinariamente dal non essersi abbastanzariflettuto che i metalli non hanno giam-mai una rigidezza nè una elasticità per-fette. Un cilindro d’ acciaio, per esem-pio, di piccolo diametro non può consi-derarsi come un’asta inflessibile, e se sivuole chefaccia l’effetto esattamente diun asse sarà d’uopo sostenerlo di tratto intratto. Inoltre non si ha mai cura abba-stanza alla rigidezza del telaio che por-ta la macchina. E d’ uopo aver ognorapresente che un’aggiunta superflua dimateria alle parti stabili non ha lo stessoinconveniente che un accrescimento dipeso delle parti in moto, giacché in que-st’ultimo caso vi ha una modificazionedel movimento dinamico di quelle parti.Inoltre la rigidezza del castello d’ unamacchina presenta un altro vantaggio. Iguancialetti odi sostegni d’un asse rotato-rio, posti in linea retta che siano, vi si man-terranno attesa la solidità del telaio rima-nendo sempre allo stesso posto. Se in-vece la loro forma proverà una qualun-que alterazione, per quanto sia dessaleggera, si opporrà tosto un attrito con-siderabile ai movimenti della macchina ;questo effetto è tanto universalmente co-nosciuto in quei luoghi dell’Inghilterraove trovansi riunite le principali filature,che all’atto di calcolare la forza necessa-ria a dar movimento ad una nuova fab-brica contasi sopra una economia d’un 5
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per i oo della forza della macchina stessaallorquando l’edifizio è a prova del fuo-co. Questa notabile economia dipendedalla circostanza che la solidità d’unedifizio costruitosi alla prova del fuocoevita ogni spostamento dei guancialettidegli assi nelle lontane comunicazioni delmoto della macchina e toglie così unadelle principali cagioni dell’attrito.
E assai fallace pensiero il farsi a cre-dere che si possa tentare la prova d’ unnuovo congegno meccanico mediante launione di parti grossolane ed imperfette.Se 1’ esperienza vale la spesa d’ esseretentata lo si dee fare con tutti i vantaggiche presenta lo stato attuale della mec-canica, imperocché un saggio imperfettopuò far abbandonare un’ idea che me-glio eseguita sarebbesi trovata praticabi-le ; tutto all’ opposto è d’uopo anzi chel’esecuzione sia accuratissima e quandosi è così conosciuto il buon effetto del-l’idea primitiva, si potrà allora facil-mente stabilire qual grado di perfezionedi lavoro sia necessario perchè la mac-china ottenga compiutamente 1’ effettocui è destinata.
Egli è in conseguenza della imperfe-zione dei primi saggi e del progressivoperfezionamento della meccanica praticache alcune invenzioni propostesi ed ab-bandonatesi in un ditto tempo riusciro-no perfettamente dappoi quando 1 artefu più avanzata. Egli è molto probabile,per esempio, che la idea di stamparecon caratteri mobili si fosse presentataagli antichi, poiché eglino sapevano otte-nere delle impronte con pezzi di legnoo con suggelli, essendosi trovato anchenegli scavi di Pompei e di Ercolano , fragli altri strumenti alcune specie di sug-gelli formati di un solo pezzo di metalloe che presentavano una parola compo-sta di varie lettere. Si vede che 1’ *^ eadi separare queste lettere e combinarla