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Tomo XX. [Supplimento.]
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Cotone

supplisca, fa mala prova. Quindi saràprima cura dell’abile coltivatore la sceltadi una plaga la più declive ed apricache egli abbia nel suo podere, affinchèil sole dal nascere fino al suo tramonta-re la riscaldi, 1’ umidore vi domini e lapioggia vi scampi . Perlochè sarannoopportune le pendici, i poggetti e lecolline rivolte al meriggio e difese dallatramontana : ed adattatissime, per no-stro avviso, ad introdurvi il cotone pro-fittevolmente sarebbero le isole dell’ e-stuario veneto e le spiagge litorali pres-so a Chioggia e Malainocco, dotate diun buon terreno, nutrito dalle ahbun-devoli mondiglie che vi si trasportanoda Venezia , e solite a maturare i pro-dotti più precocemente che ogni altrosuolo di questi paesi. I venti che regna-no sulle coste di mare, dice Lasteyrie,sono assai favorevoli al cotone, quandonon sieno tanto impetuosi da spezzare isuoi rami : poiché avendo essi traversa-to una grande superficie di mare, s’im-pregnano di alcune particelle saline e diuna certa umidità che giova mirabil-mente alla vegetazione di esso.

Che se il campo in cui vuoisi intro-durre una piantagione di cotone losseassolutamente basso, allora si dovrà stu-diarsi di rialzarlo possibilmente Sia peròesso in pianura o in declivio, non lo si a-vra mai a scegliere ingombrato ed om-breggiato da piante annose e da folte sie-paglie che nuocerebbero colla freschezzadelle ombre : nè troppo vicino a paludi,a valli e ad altri siti acquitrinosi, da cuisi levano continuamente nebbie e caligi-ni appestatrici. Ma se abbiasi, all’ oppo-si 0 , l’opportunità d’un muro, siepe odaltro riparo, specialmente alla parte disettentrione che chiuda il luogo desti-nato al cotone, apporterà questo il du-plice vantaggio di difenderlo dall' algoreJei ve nti che soflìano da quel lato, e diòli ppl.Dh. Tecn. T.

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accogliere e riflettere sul circostante ter-reno il calore de’ vivificanti raggi solari.

Al qual proposito torna in acconcioche esponiamo, a giusta lode del suo as-tore , il metodo praticatosi dall’ ottuage-nario parroco di Gardignano nel can-tone di Noale, Lorenzo Girolami. Allaparte meridiana della sua casa parrocchia-le aveva un selciato di collo. Sapendo ilbuon parroco che per la felice riuscita delcotone vi vuole un luogo caldo e solatio,immaginò di piantare a tempo convenientei semi del cotone nelle commetiiture diqueste pietre, avuto anche in riflesso ilsecondo oggetto di tenerlo sempre nettodalle erbe. Fatto quindi cou un chiodo odaltro strumento consimile, un buco nelpunto angolare in cui le dette pietre siuniscono, v’ insinua un seme. Chi lo cre-derebbe? Snn quasi veni'anni che il co-tone, piantato e coltivalo in tal guisa frale pietre, vi prospera a maraviglia am ilenelle annate straordinariamente piovose ;e fu per noi efficacissimo stimolo a tenta-re la collivazione del cotone l’aver ve-duto co' nostri proprii ocelli il felice ri-sultamento di questa ingegnosa inven-zione, e l’averci assicurato il buon pie-vano, esser già varii anni che non por-la giuhberello o sottana che non sia dicotone coltivato da lui, e filato e tes-suto da’ suoi parrocchiani. F.gli ci co-municò parecchie relative istruzioni, cheandremo qui riportando, stimandole os-servabilissime, perchè convalidate da unlungo tratto d' esperienza.

Designata con tali mire la plaga tiepi-da, soleggiata ed aperta, perchè il cotonesia difeso dalle fredde e nembose intem-perie della primavera, e sia affrettato ildi lui maturamento, non minore studioponessi nel riconoscere se il terreno diquella racchiuda in sè le qualità propriea farlo ben prosperare. Tutti gli scritto-li convengono che la terra da coltivarsi

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