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a cotone dev’essere della migliore, più[lingue e sostanziale che s'abbia, leggerae di color nero, per essere specialmentepiù atta a raccogliere e mantenere l'azio-ne de’ raggi solari tanto necessaria aquesta pianta. Ritenute quindi le su-espresse qualità essenziali, prescrivia-mo al cultore un’altra ayvertenza uti-lissima, ed è, che fra i varii campi op-portuni del suo podere prescelga perseminarvi il cotone, specialmente quelliche coll’esperienza degli anni riconob-be atti a maturare più precocementedegli altri i consueti prodotti. Per laqual cosa non si sceglierà mai a tal uo-po un terreno dominato da una cretabiancastra e tenace, la quale va natural-mente soggetta a due opposti difetti: ilprimo di non dar libero corso all’ umi-dità ed alle pioggie, di cui uulla havvidi più micidiale al cotone : il secondo diessiccarsi per modo e ristringersi al sol-lione da non lasciare più adito alle radi-ci di ramificare e dilatarsi, sicché deg-giono in esso languire soffocate ed op-presse. Nè converrà tampoco al cotone,che ama di spingere abbasso la sua ra-dice, il terreno di poco fondo, aventepresso alla superficie degli strati di tufo,ghiaia o ciottoli, nè quello composto diun’arena o sabbia troppo sciolta e ma-gra, non potendovi esso trovare quell’ab-bondaute e pronto alimento che gli fad’uopo. E sebbene l’autore del Dizio-nario di' istoria naturale ci assicuri cheil cotone erbaceo cresce anche in terre-no pietroso, e lo scrittore dell’Enciclope-dia dica che a S. Domingo prospera egual-mente nei terreni secchi che negli umi-di , nonché in quelli in cui perisconogli altri vegetabili, non c’indurremoa credere giammai che ciò possa averebuon effetto tra noi, ed in questo suoloitaliano . Siamo d’avviso bensì che quan-do soverchia non sia la magrezza e 1’ u-
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morosità, od altro difetto della campa-gna da destinarsi al cotone possasi que-sta e si debba, quando il dispendio nonsuperi l’utilità, con ogni sforzo dell’artee dell’assiduità ridurre atta aduna talproduzione. Ciò essenzialmente si ottie-ne, come in ogni altro ramo di coltura,coi lavori, coi governi ed ingrassi, deiquali tratteremo più innanzi.
Dei lavori preparatorii alla semina-gione del cotone e degP ingrassi. Primaeh’ entriamo a descrivere la serie dei la-vori, che devon precedere la seminagio-ne, fa di mestieri dividere in due classila posizione del campo che si vuol desti-nare al cotone. O ch’esso è in pianura,o in pendio. Se in pianura, o i campihanno le loro colmate nel mezzo, comesono qui da noi, che egualmente decre-scono tanto da un lato che dall’ altro,oppure, come nella campagna trevigianaed altrove in molte provincie sono qua-si del tutto appianati ed a livello.
Nel primo caso crediamo opportunodi prendere di ciascun campo la parteche guarda il meriggio, cominciando ap-punto dal colmo, e questa sola destinareal cotone, coltivando nell’altra, rivolta atramontana, alcuno de’ soliti grani, spe-cialmente il grano-turco e la melica, op-portunissimi co’ loro frondosi ed alti stelia riparare il cotone dalla fredda setten-trionale influenza. Nel secondo caso, sup-posto sempre il terreno solatio ed atto alasciar correre l’acqua alla china, impie-gherassi pel cotone tutta l'estensione delcampo.
Tanto il campo in pendio, quantoquello delle differenti pianure, dovrassitosto in autunno volgere sossopra. muo-vendolo bene per ogni verso, nettando-lo radicalmente dalla mal er ba che gliservirà di soverscio. Sarà dell’esperien-za dell’ abile coltivatore il conoscerese questo divello abbiasi ad effettuare