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Tomo XX. [Supplimento.]
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l'io Cotone

diversi climi e regioni. 11 Berlinghimic'insegna che alla mela di marzo comin-cia la stagione opportuna perla semina-nagione, ma che il tempo in cui più fre-quentemente si semina è dal dì i5 al 5odel mese suddetto. L’ abbiamo sem-pre veduta farsi verso questi giorni, e

10 slesso ci assicura di aver esattamenteosservalo il parroco di Gardignano, ilquale riguarda per punto fisso della suaseminagione il plenilunio di marzo. Unanno, che, per non sappiamo quali cau-se, venne protratta la semina di i 5 giorni,

11 cotone non nacque. Non vogliamo peròdedurre da questo unico caso, dipenden-te forse da molte altre accidentali circo-stanze, la massima generale, che si deb-ba consegnare alla terra il seme del co-tone entro il mese di marzo, chè auzialtri coltivatori, in paesi dal nostro nonlontani, ci accertano di seminarla ognianno al principio e talvolta alla metàdi maggio, e fumino testimonii ocularidell'ultimo successo della loro coltiva-zione. In Calabria , dice l’autore dell’ar-ticolo dell’Enciclopedia , si semina alprincipio di maggio, ed a Malta alla finedi detto mese. Il celebre Re, nei suoiElementi di Agricoltura, è d’opinioneche si possa seminare anche ai primi digiugno. Il Favi consegnollo alla terrasull'entrare di maggio.

Ciò esposto, giova qui osservare cheamendue le seminature del cotone, tan-to l'anticipala che la tardiva, hanno i loroinconvenienti e le loro utilità rispettive.Chi semina verso la metà di marzo, osul primo apparire di primavera, ha periscopo di guadagnar tempo, sulla noninfondata osservazione che in questo no-stro clima. una parte del prodotto delcotone non giunge, se non se difficilmen-te, a maturità nell’autunno: sicché sot-tentra spesse volte lo stemperato e pio-voso novembre, e lo trova co’ baccelli

Cotone

ancora imperfetti. Rigettano un tale ar-gomento i seguaci della semina procra-stinata, asserendo, che col seminarsi ilcotone in un tempo ancor soggetto allebrine, alle pioggie smodate, e talvoltaanche à’ ghiacci, non si fa che esporre iteneri germogli al pericolo di deperirevittime di queste intemperie: e che nonessendo ancora la terra bastantementeriscaldala, la vegetazione delle -giovanipianticelle languisce, mentre due giornidi maggio valgono più che quindici dimarzo per farle crescere sott’ occhio. Eche ciò si verifichi nelle terre fredde ecretose noi possiamo negare, avendo-ne avuta parecchie volte l’esperienzanel grano turco, col quale seminandodue campi, uno sul principio d’aprile el’altro all’entrare di maggio, venne pri-ma a maturità Tultimo seminato.

Ai difetti però d’una seminagione pri-maticcia si può rimediare col replicarneun’altra, come avverte Berlinghieri : lac-chè non si è in tempo di più verificare,se la semina che si è fatta in istagioneavanzata sia male riuscita. L’ Enciclo-pedia ci suggerisce un altro espedienteper salvare nella sua infanzia il cotonedai danni della stagione ancor rigidetta,e questo consiste nel seminarlo in granvasi nelle slufe o in qualche costiera me-ridiana, coprendolo la notte e i di bur-rascosi eoo tavole, graticci ed altri sif-fatti ripari, e trapiantandolo poscia mcampo aperto quando sia giunto l’istantepropizio. Non siamo in grado di assi-curare il buon esito di un colai meto-do, perchè uon lo abbiamo esperiinen-tato. Conchinderenio adunque, che neldeterminarsi all’interessante operazionedel seminare, l’agricoltore potrà rego-larsi a tenore delle vicissitudini dellasempre variante primavera e della mag-giore o minore fiigidilà del proprioterreno ; inculcandogli di non deridèr-