Band 
Tomo XX. [Supplimento.]
Seite
222
JPEG-Download
 

il'jt Cotone

l’olio che contengono, c’insegna Berlin -

ghieri a distinguere i vecchi) dai giovani

semi.

Passeremo ora ad esporre la prepara-zione della sementa pria dì consegnarlaalla terra, la quale varia secondo la diver-sità dei luoghi in cui si coltiva il cotone.Quasi da per tutto prima di gettare sulcampo questa sementa, la si pone a mol-le nell’ acqua per accelerarne la germi-nazione, e vi si lascia da alcuni per unsol giorno, da altri 48 ore, come noipratichiamo, da altri financo quattrogiorni intieri, come praticò Favi. A Mal-ta ed in Sicilia la s’ inumidisce col por-la in una fossa, in cui gettasi posciadell’acqua. Si è provato qui da noi a se-minarla senza questo ammollamento, eseminata asciutta nacque bene, ma unpo’ più tardi di quella ammollata. Forse,dice Lasleyrie, immergendo le sementinell' acqua di fuliggine o nei sedimentidell’ olio, si verrebbe in parte a difen-derle dal guasto degli insetti.

Usano anche taluni, e ce lo insegnaBerlirighieri, di spogliare questo semedalla peluria, di cui resta sempre vestito,e la quale rallenta 1 ’ operazione di spar-gerlo al suolo, col mescolarlo all’ attodella seminagione come egli dice, « concenere o terra asciutta dopo bagnato,perchè si viene in certo modo come aconfettarlo, e cosi può spargersi come ilgrano. A Sira, isola dell’Arcipelago , ol-tre al bagnarlo ed al mescolarlo alla sab-bia di torrente, lo si stropiccia ben benesu d’una pietra per fargli perdere que-sta caluggine: pratiche tutte utilissimeper rendere più spedita e sollecita laseminagione, quando specialmente si fac-cia col gettare il seme a brancate sulcampo, e non a buca o fossa >».

Si può quindi stabilire che in duemodi (e sono gli ora accennati) si possaconsegnale alla terra la semenza del co-

CotONE

Ione. Si adotta la prima maniera in queiterreni i quali, come abbiamo detto disopra, per la loro posizione naturalmen-te in pendio, non abbisognano dell’operadella vanga e del badile che vi riducanoin elevazione le porche.Jn questi l’aratroe 1 ’ erpice compiono colla maggior cele-rità l’operazione, coprendo naturalmentedi terra i semi sparsivi, come si fa nelseminare il frumento ed altri grani con-simili. In questo primo modo da prati-carsi in grande, si consuma maggior co-pia di semente che nel secondo, sebbensi voglia gettarlo rado nel campo, affin-chè non nasca troppo fitto.

La seconda foggia di seminare, cheè quella che noi fino ad ora ricono-sciamo poter meglio riuscire, si eseguiscecosì. Un uomo armato di zappa entranel solco, e con questa cava una bu-chetta nella porca alla profondità di cir-ca tre dita : tiengli dietro un altro ope-raio col paniere contenente la semenza,e per ogni buca ve ne getta tre o quat-tro semi l’un dall’altro possibilmente di-stante un pollice: questi vengono tostoricoperti di terra dallo zappatore. Cosìvassi di mano in mano proseguendo, fa-cendosi queste buche in distanza unpiede e mezzo crescente (o'“, 5 a) Fumi dall’altra ed in linea retta. Se la porca èdella larghezza di quattro piedi (i'"/|lpossonsi formare due file di buche,sempre colla distanza almeno d’un piedee mezzo (o' n , 52 ) tra una fila e l’altra,ed in guisa però che le buche siano inter-zate, e Furia non cada di contro all’altra,affinchè le pianticelle cresciute non siadombrino reciprocamente, e sia ad ognu-na compartito egualmente il terreno. Fi-nita questa operazione, i due seminatoriprendono tosto 1 ’ uno il rastrello, colquale si pone ad eguagliare le porche,e ad appianare le cavità prodotte dallazappa; e Faltro il badile, col quale ri-