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Tomo XX. [Supplimento.]
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Cotone

mmulu i solchi dalla terra cadutavi inquesta operazione: e con tai lavorec-ci riducesi il campo che pare un orlo ri-partito in aiuole trasversali: e ciò viem-meglio se abbiasi avuta la special diligenzadi ordinare ciascuna porca e ciascunsolco a filo. Se il campo non fosse benestabbiato, gli si potrebbe usare un’al-tra cura che ha pure usala il Favi, ilquale nella seminagione del cotone ten-ne lo stesso metodo, che si pratica peipoponi, cocomeri e zucche, ed è, di spar-gere in ogni buca prima dei semi unabrancata di concio bene smaltito. Cre-diamo utile questa pratica, nel solo casoperò di rimediare alla penuria del le-tame : perchè abbiamo dall’esperienzache questa concimatura attrae le talpea danneggiare sotterra il seminato.

In costiera di un muro meridiano siè veduto anche seminare il cotone, fa-cendo coll’angolo della zappa, o con al-tri) sarchiello, un piccolo solco diritto,gettando in esso i semi l’un dietro l’altrom linea retta, dei quali, nati che fu-rono, al momento del diradare si riten-nero que’ soli che produssero [dante piùvigorose.

Chiuderemo questo discorso coll’a vver-tire che pongasi mente di non seminared cotone quando il terreno sia troppoumido per le eccedenti pioggie cadute, nètroppo asciutto per lunga serenità. Sen questa succeda una calda pioggerellad oprile la semina anderà a maravi-glili.

Delle cure successive alla scmina-K‘one. Abbiamo detto altre volle che inqueste regioni un anno piovoso è mi-cidiale al cotone. Se piove intemperan-temente dopo la sementa, essa è spaccia-t'i e non nasce. E vero che in tal caso sil'iiò replicai la, ma è difficile ili avere tal' "pia di semi da rimetterla ; e poi sonofrullile 1<: opere della prima, c quel]

Cotone 2 a il

che è peggio, la stagione intanto è giàpassata, ed il cotone non ha più tem-po da maturarsi. Porga dunque il cul-tore di questa pianta caldi e replicalivoti al cielo perchè si mantenga sere-no : mentre nel caso di serenità un po’troppo a lungo protratta, avrà 1’ espe-diente dell’innaffiamento (non restando-gliene alcuno in caso di un tempo ostinata-mente piovoso) prescritto da Beilinghie-ri e dall’ Enciclopedia , riportandosi inquesta ultima che a Malta, in Sicilia edin altre parli il cotone metodicamente siadacqua. Nelle nostre pianure, seguendoanche l’opinione di Favi, non incliniamoa prescrivere 1’ innaffiamento, se non intempo d’arsura eccessiva, e nella primaetà del cotone : perchè nel resto sup-pliran qui da noi le guazze sempre ab-bondanti. Bensì in costiera d’ un muroed in altra situazione molto asciutta po-trassi, a tenor del bisogno, largheggiareun po’ più d’acqua col cotone neonatoe cresciuto alquanto, come in simile po-sizione abbiamo sempre praticato noipure. Ne sorprende perciò quanto ci vie-ne asseverantemente narrato da due col-tivatori del cotone in paese non moltolontano, i quali assicurano che ogni qualvolta adacquarono il cotone, non ancornato oppure germogliato e cresciuto, eb-bero a vederlo perire. Siccome poi que-st’adacquamento deesi eseguire con mollasobrietà , e colla cautela di non ado-perare acqua troppo frigida e cruda,così è da supporre che forse non sianostate usate da’ succitati cultori tutte lenecessarie avvertenze, e che di qui siaprovenuta la mortalità delte piante, lequali d’altra parte in questi nostri paesiuou si possunu dire per nessun contonemiche dell’innaffiamento.

Supposta favorevole la stagione, spe-cialmente se siasi fatta la seminagionein maggio, entro dieci o dodici giorni