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Tomo XX. [Supplimento.]
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2 34 CoTOSE

all’ incirca vedrassi spuntare il cotone.Yi vorrà un più lungo spazio, se saràstata fatta più per tempo. Se non che ilseme anche prima di nascere può averede’ nemici sotterranei ed occulti che lodanneggino. Tra questi annoverare pos-siamo le talpe che ne guastano il semeneri ancora germogliato, ed attaccanlonelle radici quando è cresciuto. Dai sol-chi e cumuli di terra smossa recente-mente si conosce 1’ esistenza di questecieche minatrici, dal cui predamento deesicercare di liberarsi col dare ad esse lacaccia o eoa altri rimedii suggeriti dagliautori per allontanarle da’ campi. Piac-ciono assai questi semi anche ai topi ter-raiuoli e casalinghi : i primi ne vanno intraccia sotterra, dopoché sono stati se-minati, i secondi se li pappano in gra-naio od in altro luogo, ove tengonsi inserbo tanto netti che uniti alla peluria,se non si usi la cautela di guarentirsene.Dice Gruvel che alcuni vermi, nonchémoltiplici specie di scarafaggi, ed un al-tro insetto chiamato cloporte , attaccanoil seme appena consegnato alla terra. 11procrastinato, languido ed ineguale spun-tare delle piante sarà certo indizio del-P invasione di questi depredatori, e con-verrà accorrere solleciti ad esaminaresotterra la qualità e provenienza de’me-desimi a fine di porvi il convenienteriparo.

Le lumache sono assai ghiotte delletenere fogliuzze del cotone che germi-nano le prime, e di notte tempo se le di-vorano. Assicuratici una mattina di ciòdai vestigi intorno lasciativi dalla stri-sciante loro bava, visitammo la nottesusseguente le pianticelle, e trovammosopra di esse Pimmonde predatrici, chefacemmo tosto raccogliere ed uccidere,ed in tal guisa ci liberammo dal nottur-no lor guasto.

Cresciute le piantine all’ altezza a un

Cotone

di presso di quattro dita od al più di.mezzo piede (o m ì iy) sarà tempo di di-radarle, lasciandovene una sola per bu-ca, se la seminagione si è fatta a fosse;se poi è stata fatta coll'aratro a solchi, sispazieranno le pianticelle in guisa che tral’una e l’altra vi resti la sopra designatadistanza d’un piede e mezzo (o m ,52):avvertendo che questa distanza dovrà es-sere opportunamente determinata dallarispettiva qualità di cadàun terreno. Neldiradarle o spaziarle avrassi sempre inmira di serbare in vita le più vegete efresche : nè sarà inopportuno di trapian-tare negl’ interstizi rimasti vuoti quellepiante levate altrove per essere troppo ,fìtte : nella quale trasposizione occorrela maggiore diligenza affinchè le barbedel cotone non soffrano detrimento.Nell’atto stesso con apposito sarchietto siromperà al terreno quella tenera arsic-cia crosta superficiale, locchè addiman-dasi volgarmente dai nostri Tassare , ter-mine derivato forse dall’italiano raschia-re-, ricalzandole anche alcun poco leg-germente, ed estirpando da ogni partela mala erba crescente.

Del sarchiare formalmente e scapi-tozzare il cotone. Quando si rifletta ai .principii fondamentali di questa coltura,spesse fiate ripetuti, che il cotone vuolgodere superiormente del libero influssodel sole, ed inferiormente nutrirsi d’ unterreno pingue e smosso, sarà agevole ilconoscere che non una sola sarchiaturagli si dovrà dare, ma due o tre e quantealtre ne occorrono per tenere sempremobile la terra e monda dalle erbe pa-rassite. Formale sarchiamento pertan-to, a distinzione di ogni altro minor la-voreccio consimile , chiamiamo quell»che si dovrà fare al cotone quando saragiunto all’altezza di un piede (o, m 35)-Non si può fissare il punto preciso in cui jghignerà il cotone a tale altezza) p 01 '