CotOSE
che questa dipende, come ogni altro dilui incremento, dalla combinazione dellevarie influenze del clima, del terreno,della stagione e della coltura. Abbiamofatto questo sarchiamento alla fine digiugno e al principio di luglio , nellastessa guisa che qui da noi si zoppa ilgrano turco, rialzando ed ammucchian-do la terra intorno al piede del cotone,collo svellere nell’atto stesso tutte l’erbeche vi nacquero frammezzo, le quali oltreall’essergli nocive per 1’ ombra e per lafreschezza che induconvi, gli nuoconoeziandio furandogli il succhio più sostan-ziale e nutritivo del campo. In questaoperazione dovrà usare l’abile zappa-tore la maggior diligenza, acciò non s’of-fendano nello smuoversi del terreno leradici del cotone che sono molto fragili,come altre volte dicemmo, e che hanno,per quanto a noi pare, una direzionepiuttosto perpendicolare che trasversa-le ed orizzontale, come accenna l’En-ciclopedia.
Del riportato benefizio di questa va-lida sarchiagione, come d’ogni altro la-voro che accaderà in seguito di praticareloro all’ uopo, daran le piante manifestisolleciti indizii col dilatarsi e crescererigogliose. Ma questa dilatazione e que-sto rigoglio ha bisogno d’essere frenatoe diretto.
Ve rso la fine di luglio in questi nostripaesi il cotone comincia a fiorire, c do-po la metà di agosto la sua fioritura ègenerale. In quel punto l’intrecciamen-to de’ varii suoi fiori bianchi, gialli esemi-porporini, pendenti sul bel verde'Ielle sue froudi, offre alla vista gratospettacolo e cangia il cotoniere nel pili va-go giardino. Divenuto in tal modo fiorife-ro, conviene guardarsi, dice saggiamenteLasteyrie, dal farvi la menoma operazio-ne, perchè si correrà pericolo di spezza-le i rami e di far cadere a terra i fiori,òu/ip/. lìti, recti, r. T'I.
CuTOVE 2 2.0
Sul principio di settembre, effettuatain gran parte l’allegazione delle fruita, èappunto allora che si devono scapitoz-zare le piante. Riporteremo a questo pro-posito le identiche parole del cavaliereBerlinghieri trovandole adatlatlssime almetodo da seguirsi da noi. « Allora (cioèin settembre ), perchè possa meglio in-vigorire e far maggior frutto, si costumaspuntare ogni cima o germoglio; ma sic-come questa operazione può decideredella maggior parte del frutta, però con-viene farla con molta attenzione e nelmodo che segue. Si tronca la cima diciascuna pianta, coll’ avvertenza di nontagliarla nel tenero, ma bensì da ((nellaparte detta fusto che Incomincia ad in-durirsi: senza adoperare il ferro, il mi-glior modo si è il tastare leggermentecol pollice e l’indice, calando le ditadalla cima della pianta in giù per il gam-bo, e tosto che si sente il luogo che in-comincia a resistere all’unghia, con que-sta medesima stringendolo si recide. »Asserisce 1’ Enciclopedia farsi in Ca-labria, Sicilia e Malta questa'decapitazio-ne al cotone, chiamata colà acinare , inistagione meno avanzata, quando cioè lepiante non sono ancora molto cresciute eprima che fioriscano. Non avendola noipraticata giammai sì per tempo., nè aven-do inteso che sia stata praticata da ve-run de 1 nostri agricoltori, non sapremmodeciderci a prescrivere che la si eseguiscaprima della visibile allegazione de 1 boc-cinoli : e che ciò non si debba arrischia-re, ce ne assicura qualche nostra osserva-zione, e molto più le fondate ragioni ad-dotte dal Favi, che qui crediamo doversipure riportare letteralmente, « Bisognaaltresì, a mio senso, dic’egli, essere moltodiscreti nello spuntare le cime delle pianteed i loro rami: ciò va fatto piuttosto tar-di che preslo, e sono di parere che nonvadano spuntale finché non si veda che2I J