abbiano allegato un numero di cocchiproporzionato alla forza delle piante, ilche suol succedere verso il 20 di agosto.Spuntandole più presto si sdegnano, erestano inoltre troppo piccole e bassedi pedale, non hanno luogo di formarela diramazione alta quanto converrebbe,ed in conseguenza quei pochi cocchi cheallegano alti rami molto inferiori chesono loro restati, aggravano questi colloro peso e vengono deposti facilmentein terra,ove in breve si guastano e mar-ciscono mediante l’umidità delle pioggiee della terra medesima ; e perciò credosempre bene che le piante nello spun-tarle siano ognora lasciate più alte di unbraccio. 11
A questo scapitozzamento gioverà inottobre far succedere una generale sfron-dazione delle piante, come indica ilsuccitato Favi, e come sull’esempio dilui, e di qualche altro coltivatore, ab-biamo trovato utile di praticare noi pu-re, liberando interamente le piante stessedal rigoglioso inutile fogliame che cuoprei baccelli e li priva de’ tanto necessariraggi solari. Raccolti i rami e le fronde,tanto della prima che di questa secondaamputazione, abbiamo voluto, per unaprova, darli a mangiare appassiti alcunpoco tanto a’ buoi ed ai vitelli, che agliagnelli ed alle pecore, ed ognuno di que-sti bestiami le mangiò con gusto ; nellaqual prova osservai che i vitelli li tro-varono più che gli altri, saporite ed ap-petitive. Fatta avendo però questa espe-rienza in ristretta misura, non siamo ingrado di assicurare della felice di lei riu-scita in ogni caso ed in grande. La indi-chiamo però agli agricoltori, e gl’ invi-tiamo a portare i loro studi anche suquesta nuova qualità di cotone che nontrovammo accennata da alcun autore, eche, dato il caso che corrisponda a’ no-stri primi saggi, verrebbe ad arricchire
Cotone
d’un nuovo ramo di utilità la coltivazio-ne del cotone.
■Degl' insetti che danneggiano il co-tone. Il cotone ha de’nemici che lo per-seguitano in ogni età. Vedemmo di so-pra a quali predazioni soggiacciano isuoi semi prima ancora di svilupparsi edi nascere, poscia appena nati ed inistato d’infanzia. Esporremo ora bre-vemente quali varie famiglie di insettimalefici lo perseguitino fatto adulto, edappresso anco vicino a maturità. L’ En-ciclopedia ce ne fa una lunga enumera-zione, riportando tra questi e locustee grilli, che ne attaccano di notte tempole foglie, e scarafaggi appellati diavoli ediavoletti, e bruchi di primavera, e ci-mici d’ogni colore, verdi, rosse e scure,e per ultimo un insetto il più terribiledegli altri che in due o tre giorni deva-sta un’ intera piantagione di cotone, siaegli arboreo od erbaceo, spogliandolo ditutte le foglie, chiamato il bruco del co-tone. Al qual flagello non avendo l’artetrovato argine o riparo da opporre, sonocostretti gli abitanti de’paesi, ove infieri-sce, a rinunziare a questa coltivazione.
E vero che gl’ insetti annoverati dal-1 ’ Enciclopedia sono propri specialmen-te ed indigeni delle regioni meridionali,ove il cotone è pianta originaria ; ma1 ’ enumerazione che andremo facendo,proverà che esso ha pur anco fra noi 1suoi persecutori. Due ce ne indica il Fa-vi: i primi sono certi insettiche comune-mente si ehiaman pidocchi , che in qual-che anno sono fatalissimi a molte specied’ erbaggi ortensi : da’ quali pidocchiabbiamo veduta noi pure invadersi qual-che pianta di cotone; e ci assicurò unnostro amico che frequenti volte ebbenel suo cotoniere a soffrire un tal dan-no. I secondi sono le zeecaiuole ed al-tri vermi sotterranei che rosicchiano ilfittone e mettono a morte le piante p 11 '