Cotone
vigorose. Oltre a questi trovammo tal-volta assalite alcune piante del cotoneverso il tempo della fioritura da certobruco vario pinto, vestito di lunghi pelirossicci, la cui schiena era colorita a ne-re e bianche strisele, picchiettate di ran-ciato, e che riconoscemmo per un mici-diale roditore delle foglie. Vedemmo puranco farsi un tal corrodiinento parecchievolle dalle Iumachelle a guscio.
Ma l’insetto più maligno che abbia-mo conosciuto, si è un’ altra specie dibruco verdastro scuro , della lunghez-za d’ un mezzo pollice circa, il quale fuda noi rinvenuto entro a’ bocciuoli _giàprossimi alla maturazione. Riconobbi-mo quindi che foracchiati i medesimipresso al picciuolo, vi si era introdot-to, e preso quivi alloggiamento , ave-va divorati tutti i semi e la non an-cora perfezionata peluria che gl’investe,sicché i bocciuoli vuotati di questa e diquelli non contenevano più che il brucoroditore ed i suoi escrementi. Non c’ ènoto che alcuno scrittóre del cotone ab-bia fatto menzione di questo insetto: ri-ferisce soltanto l’Enciclopedia che alcu-ne cimici rosse e nere danno il guasto aibocciuoli nella stessa maniera.
Nè per l’esperienza degli autori e col-tivatori a noi noti, nè tampoco per lenostre, siamo in grado di suggerire effi-caci rimedi per liberare il cotone da que-st 1 nemici, oltre a quello comune, ed intutti i casi trovato il più ovvio ed il piùdecisivo, cioè di dar ad essi la caccia,prenderli a mano, schiacciarli, abbruciar-ci °d in altra simil foggia distruggerli'nsieme colle loro uova se si possono rin-venire. Speriamo in seguito che dietroa queste indicazioni incomplete, esper-t' georgici colle loro pratiche osservazio-ni) e dotti insettologhi co’ loro studi teo-vetici, determineranno le varie indoli especie di questi flagelli del cotone, e
Cotone aay
ci additeranno mezzi validi per «Gher-mircene.
Del raccolto del cotone. Superata ladifferenza del clima, la diversità del suo-lo, 1’ allontanamento dalla patria, vintele intemperie del nostro cielo or troppoalgente e ventoso in primavera, or trop-po umido sull’entrare della state, ed orapiovosissimo in autunno , e liberatosidalla devastazione degl’ insetti nemici,giunge finalmente il cotone a maturità.Non fisseremo il tempo preciso di qué-sta perchè, come dicemmo altra volta,ciò dipende dalla diversa posizione, na-tura e coltivazione del suolo, nonchédalle vicissitudini dell’annata.
• Nel mese di ottobre, in alcuni luoghialquanto più presto, ed in taluni alilipiù tardi, si vede arrivare il cotone alsuo compimento. È indizio di ciò ilcangiare di colore che si osserva nellecoccole, le quali df verdastre eh’ eranoin prima alla superficie cominciano acomparire maculate qua e là frequente-mente di color castagno. A ciò succe-de lo scoppiare ed aprirsi che fannoproducendo dalle dischiuse lor valve ilbel candore della peluria che nascon-dono in seno. Simile in ciò il cotone alrubicondo granato, non può offrire piùbell’indizio di perfetta maturità quantoquesto sbocciamento, a cui volesse purla stagione che potesservi tutte giuogerenaturalmente sulla pianta le bacche. In-dicato in tal guisa dalla natura stessa ilfavorevole istante, presterassi tosto il cul-tore a raccogliere in canestri le schiusebocciuole, staccandole colla mano dallapianta : nel qual lavoro userà ogni dili-genza e maestria, per non frangere lebraccia ed i rami carichi d’ altre imma-ture che nuderebbero a male. E cosìproseguirà di giorno in giorno ed a ma-no a mano che ne vedrà di schiuse, poi-ché una volta che alcune avran comin-