COTONE
Da queste vogliamo che ti detragga lacomplessiva somma di lire aoo da impie-garsi nella spesa dell’annuo affitto natu-rale del campo, nell'acquisto del letame,nel pagamento dei lavori, delle vangatu-re, seminagioni, sarchiamenti, raccoltoed altre opere ; e restano ancora altrelire i oo di profitto che è il massimo cheda uno dei nostri campi si possa ritrarre.Oltre a ciò si viene ad avere per l’annoventuro una terra abbondevolmente con-ciata e lavorata per metterla a biade, lequali, seminate in un campo dopo il co-tone, prosperano a. meraviglia, come siha su di ciò costante esempio in Sicilia ed a Malta . E opinione di qualche auto-re, che nel medesimo campo non debbaseminarsi il cotone due anni di seguito,perchè il secondo anno il raccolto assaiscarso; non abbiamo argomenti decisivi,nè per accogliere nè per iscartare questadottrina : indiniamo però a credere daqualche pratica osservazione fatta in ri-stretto (la un nostro conoscente, che lanon sia generalmente attendibile.
La coltivazione del cotone nell’ isoladi Malta è stata per lungo tempo unodei rami più considerabili dell’agricoltu-la di quel paese ; ma non tutte le partidi quell’ isola, la quale non è elio unanuda roccia ricoperta d’ un sottilissimostrato di terra vegetabile, sono adatte aquesta coltura, e però le piante di coto-ne si vedono solamente nei siti meglioprovvisti di questa terra. Vi si fa la se-menta in aprile, e la raccolta in agostoe m settembre. Il cotone coltivato inquesta isola è quello addimandato iin -propriamente erbaceo, poiché è di ramilegnosi. Si conservano le piante pel cor-so di tre anni ; ed il loro maggior pro-dotto è pel secondo anno. I Maltesi han-no pur coltivalo un cotone annuo diSiam, che dava un cotone color di ca-moscio, d’ una eccellente qualità, e delSuppl. Dij,. Testi. T. VI.
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quale si facevano tele d’un buon uso, co-me bambagine rigate e lisce, calze rigate,di bianco e di color camoscio, lavoratea maglia ed altre cose simili. Tentaro-no pure di coltivare un cotone delle An-tille, arboscello più allo dei precedenti,ma ignoriamo se vi si continui ancora lacoltivazione di queste due specie.
L’Asia è a riguardarsi come la patri*del maggior numero di specie di coto-ne coltivale nei diversi paesi dell’ an-tico continente, fino a che non si sco-perse 1’ America . Sarebbe desiderabiled’ avere esatte e minute Cognizioni colmodo come sono coltivate nel loro anti-co paese le specie indigene d’Asia : masu questo argomento nulla si ha di sod-disfacente nè dai viaggiatori nè dai natu-ralisti. Inoltre ignoriamo del lutto i meto-di usali daiChinesi per la coltivazione ingenerale dei cotoni e per la prepar'azio-ne della loro carta bambagina ; e siamopure all’ oscuro su quali specie questaindustriosa nazione faccia cadere la pre-ferenza : imperocché è fuor di dubbioche usino di molta cura nella scelta edimpiego delLe differenti specie, come cene possiamo convincere pei tessuti chedi là ci vengono. Siamo a un dipresso,nella medesima ignoranza rispetto allealtre parti dell’ Asia meridionale , dellegrandi Indie. Solo supponiamo che ovun-que coltivasi il cotone, e che il paesedel Mogol, il reame di Siam, il Pegù, ilBengala, ne producono quantità immen-se, e che una parte cruda o filata e ri-dotta in varie specie di tessuti, ne è e-sportata.
Riferisce il Marsden, che nell’isola diSumatra collivansi due specie di cotone,una annua e l’altra arborea, e che tuttedue somministrano un eccellente coto-ne. Il cotone di seta (botnbax ceiba) tro-vasi pure in tutti i villaggi ed è tra lepiù belle produzioni che la natura offre