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Tomo XX. [Supplimento.]
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Cotone

mente sulla costa della Guinea , e che al-cune ne sono stale trasportate nelle An-tille, dove riescono benissimo. Il Capodi Buona Speranza , la parte meglio co-nosciuta dell’Africa , non pare che pro-duca cotoni ; almeno non si trovanomenzionati da alcun viaggiatore. E siamonella medesima incertezza anche rispet-to alla costa dei Cafri e dell’ Etiopia ,quantunque la temperatura di quei pae-si sembra che debba convenire alla col-tivazione di questo arbusto. Nelle isoledi Francia e di Borbone, diverse speciedi gossipi trasportate dalle Indie, riesco-no assai bene e fanno sperare degli utiliraccolti.

E indubitato che parecchie di questespecie esistessero nell’ America nel tem-po che fu scoperta, e che gli abitanti neconoscessero 1’ uso, benché allora ado-perassero il cotone in cose diverse daquel che si faccia in Europa . Giovan-dosi degli alberi indigeni di quella partedi mondo, gli Europei vi aggiunsero lamassima parte delle specie indigene del-le grandi Indie e dell’ Africa , le qualivi prosperano con tanto vantaggio, cheai nostri tempi non vi ha paese dovecoltivinsi tante specie differenti di coto-ne come nell’ America . La Carolina, laFlorida , la Luigiana e le isole di Baha-ma, sono le parti più settentrionali del-1 America dove si trovano piante dicotone. Ma più particolarmente nelleAntille, nella Guiana francese e in unaParte del Brasile , questa coltivazione ènel pii'r florido stato. A seconda dellespecie, del clima, della natura del suo-lo ed altre circostanze, varia il modo; di coltivare queste piante. Molli agricol-I ’°ri, osservatori esatti, ci hanno dati1 Agguagli importantissimi, e tali che sa-cchbe un andare troppo in lungo il qui ri-fei irli sul perfezionamento di questo pre-iioso ramo d’agricoltura, ed agli autori

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originali dei quali giudichiamo bene dirimettere il lettore. A tale oggetto si puòconsultare quello che ne hanno detto ilNicolson, il Moreau di Saint-Merry , especialmente il Badier, il Bajou, il Pre-fontaine, il Blan, il Lasteirye, il Rohr.

Usi del cotone. Fra le infinite produ-zioni del regno vegetale non se ne trovaforse una sola, che per la sua utilità pa-ragonata esser possa al cotone. Un nu-mero assai grande d’alberi, d’ arboscelli,e specialmente d’erbe contribuiscono alnutrimento dell’ uomo ; ma poche sonole piante che somministrino materiali pelsuo vestire. Fra queste è riserbato sen-za alcun dubbio il primo posto al coto-ne. Vero è che la canapa ed il lino nellefredde e temperate parti dell’ Europaprocurano degli aiuti notabili a quegliabitanti pel loro vestito, e per forniremateriali a parecchie arti ; ma la cortec-cia di quelle piante esige, per essere ri-dotta in filo, diverse preparazioni lunghee faticose, laddove il cotone si offre al-l’abitante delle due Indie, preparato in-teramente dalle mani della natura. Lafinezza del filo e la lucida bianchezza diquesta borra setacea, invitano 1’ uomodi quei paesi a coglierla, ed eccitanole sue cure alla riproduzione e moltipli-cazione del vaghissimo albero od arbo-scello che la produce. Non v’ è quindipianta la cui coltivazione, sia general-mente più diffusa di questa nelle quattroparti del mondo, e principalmente in Asia ed in America .

Per procurarsi i vestiti dal cotone fan-no d’uopo meno preparazioni, e questeancora meno complicate che pel lino eper la canapa, e si possono eziandio conmaggiore facilità ottenere con esso mani-fatture di qualunque genere. Di fatto, itessuti di cotone possono essere variatiall’infinito e la finezza, la leggerezza, lamorbidezza e la pieghevolezza dei suoi