adunque esaminiamo da che dipenda chela riduzione in covoni sia in teoria tantoutile ed in pratica così dannosa, credia-mo che se ne abbia d’attribuire la causaalla umidità. Se ponesi a digerire un se-me qualunque entro dell’ acqua espostaall’aria vi si vedrà ben presto un princi-pio di vegetazione che mostra esser av-venuto un cangiamento nella composi-zione del grano, e noi crediamo che siaa questa azione che s’abbia ad attribuirela cattiva qualità dei grani conservati incovoni.
Basterà adunque allontanare dai co-voni l’umidità tanto proveniente dalsuolo quanto dalle piogge, dalle rugiade,ec., e ciò potrà farsi assai facilmente ri-ducendo questi covoni in gregne ( V.questa parola) anziché lasciarli isolati, edè a questo espediente che deesi ricor-rere ogni qualvolta si vede che il granoabbisogni di varii giorni per poter matu-rarsi compiutamente.
(Antonio di Roville.)
CRACCA. Nome volgare d’ una spe-cie d’erba nociva al grano.
(Alberti.)
CRAMERIA. Genere di piante esoti-che, una delle quali, che è la crameriar atania (/crameria triandra) qui l'icor-diaino-per ciò che la sua radice vienespedila in Europa col nome di raluniaad uso delle farmacie,formando cosi l’og-getto di un ramo di commercio.
(Antonio Brucalassi.)
CRANIOTOMO. Strumento chirur-gico destinato a dividere il cranio delfeto per diminuirne le dimensioni edagevolare il parto, quando non può farsi«dirimente.
(Dii,, delle Sciente mediche.)
f’d'o od arboscello spinoso dell’Europa ,dell America boreale, del norie dell’Afri-
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ca e dell’Asia . Se ne contano 4p specie,due delle quali soltanto meritano di es-sere qui menzionate.
Il cratego lazzeruolo ( Cralaegus aza-rolus, Linn.) Cresce nelle selve d’ Italia e del mezzogiorno della Francia dovefiorisce nel maggio. Vi sono due varietàdi lazzcruolo 1’ una a fruita bianchicce,dette lazzcruole mnscadelle o bianche e1’ altra a frutta piriformi. Queste ultimefrutta che si distinguono coi nomi dilazzcruole , lazzaruolo , razzeruole, ros-selle , rosselline ec., e che hanno un sa-pore addetto ed un poco zuccherato,si mangiano in Italia ed in Provenza ese ne fanno delle confezioni; ma nei cli-mi più rigidi non acquistano il loro pia-cevole sapore.
Il cralego spirwbianco ( cralaegusoayacantha Linn.), cresce naturalmentenei boschi e nelle siepi di Europa , e1’ uso appunto più importante di esso siè per farne delle siepi a cagione dellemolte e forti spine onde sono armati isuoi rami, e della facilità di tosare que-ste piante colla roncola o colle cesoie. Ilsuo legno è duro e buonissimo per com-bustibile ; è poco usato nelle arti, perchèha il difetto di sbiecarsi soverchiamente,e perchè avviene assai di rado di tro-varne de’ grossi tronchi. Le vacche, lecapre e le pecore mangiano volentierile foglie di questa pianta. Le sue frutta,delle quali gli uccelli sono ghiottissimi,fermentate con acqua danno una speciedi sidro. Si hanno per astringenti e peròsi usano talora in medicina contro lediarree.
(Antonio Brucalassi.)
CRATERE. Presso gl’ idraulici valelo stesso che elscina (V. questa parola.)
(Alberti.)
CRAVANA. Francesismo marinarescoe vale ostriche da carena ( V. questaparola.) (Alberti.)