248 CrÉISSOTO
CREASSOTO, CREOSOTO (a). Ègià nolo che sottoponendo le sostanzeorganiche ad alti gradi di lemperalnraesse si decompongono dando prodottidi nuova formazione, differenli secondoil diverso grado di calore a cui vengonosottoposte, e la natura vegetabile od ani-male delle sostanze impiegate.
Fra tali prodotti scoperti e studiaticon particolar diligenza dal celebre chi-mico Reiehenbach di Rlasko in Mora-via, annoveransi, 1’ eupione , il paraf-fino, il NAFTAI.INO ed il PECI AMARO, a Cuicome una delle più importanti devesiaggiungere il -creassotn per le di lui par-ticolari chimiche proprietà ed estese ap-plicazioni mediche ed economiche.
Su tal prodotto, fatto conoscere dal-l’autore nelle sedute dei Medici naturali-sti germanici tenutasi in Vienna l’autun-no del i 832 , trovasi una lunga memoriainserita negli annali chimici dello Schwei-ger i 832 - 33 . T. VI, VII. Approfittan-do noi di questa e di quanto a voce edin iscritto ebbe a comunicarci 1’ autore,nonché delle osservazioni da noi istituitesulle mediche ed economiche applica-zioni di questo principio, cercheremo didare una idea di questa importante so-stanza e degli usi che ne possono farele arti.
La preparaziope del creassnto pre-senta molle difficoltà, le quali resterannosuperate allorché si conosceranno megliotutte le proprietà di questa sostanza. IlIleichenbacli 1 ha ottenuto dall’olio del-l’acido pirolegnoso e dal catrame di le-gna ; ed i metodi che ha seguiti sull’unae sull’altra di queste sostanze differisco-no un poco fra loro.
(o) Piutlostoehè creosoto crediamo do-versi preferire creas.soto ; questa ultima de-nominazione ricorda più facilmente e corret-tamente la derivazione del nome di questasostanza da carne, e o-&Ìtv, conservo.
CheassoTo
In una data quantità di acido piro-legnoso impuro si discioglie, a una tem-peratura di 70 a 8o.° tanto solfato di so-da, quanto ne possa pigliare quest’acido.Dopo un certo tempo si separa l’olio chesi è isolato colla precedente operazione,si lascia in riposo per' qualche giorno,per separare una nuova quantità d’a-cido pirolegnoso e di solfato di soda,quindi si satura a caldo con del carbo-nato di potassa, il che si continua fino atant» che cessi ogni effervescenza. Sisepara un olio denso, che distillato conacqua, dà un olio di color giallo pallido,i! quale si agita ripetutamente con nuovequantità di acido solforico allungato, la-sciando il liquore in riposo, lavandolopoi con acqua finché non manifesti piùreazione aeida, in fine distillandolo inuna storta con una nuova dose d’ acidosolforico, e avendo cura di coobare diquando in quando. Si ottiene nel reci-piente un olio senza colore, che si di-scioglie in una soluzione di potassa cau-stica della densità di 1,12, si toglie l’eu-pione che soprannota, e si lascia il li-quore esposto al contatto dell’aria in unvaso largo ; allora per 1’ ossidazione diuna sostanza estranea contenuta nell'olio,il liquore divien nero ; si satura la po-tassa con acido solforico, pel che 1’ olioessendo di nuovo isolato vien tolto acaldo dal liquore, il quale dopo di ciò,finalmente si stilla : nella storta rimaneun residuo bituminoso. La dissoluzionenell’ alcali caustico e le operazioni se-guenti debbono ripetersi finché l’olionon imbrunisca più all’ aria, ma prendasoltanto una tinta leggermente giallogno-la ; si stilla 1’ olio in una storta con unasoluzione di potassa caustica più concen-trata, e si continua finché il liquore vienchiaro, dopo di che si rettifica il prodottestillandolo nuovamente in urta piccolastorta. Si gettano via le prime parti ebe