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Tomo XX. [Supplimento.]
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■zòo Crine

perasì questa creta per la pittura a

guazzo.

(Luigi Bossi — H.Gadi.tieii deClAOBRV -BnONGNIART.)

Creta di Brianzone . Specie di stea-tite (V. questa parola) o polvere dì Sa-vona o pietra saponaria. (Desnos.)

Creta di Spagna . V. creta.

Creta nera. Specie di schisto friabilenero che macchia le dita. (Brongniaìit.)

CRETACEO. Dicesi di ciò che è del-la natura della creta. (Alberti.)

CRETONE. Chiamano i naturalistiuna grossa falda di creta. (Alberti.)

CRETOSO. Iteir diede questo nomeall'ACiDo carbonico (V. questa parola).

(Dir,, delle Scienze mediche.)

CRIBRARE. Y. crivellare} vagliare.

CRIBRO. Y. CRIVELLO, VAGLIO,

CRINE. Sotto questo nome non s’in-tendono già quei peli che coprono la pelledel cavallo, e che servono al pari di quellid’altri, animali soltanto per farne borra,con cui riempiere i cuscini, i materazzi edaltro, ma bensì que 1 lunghi peli che forma-no la chioma e la coda del cavallo, i qualiper l’uso esteso che se ne fa sono l’og-getto di un commercio non piccolo làdove abbondano le razze dei cavalli.

Tre sono i colori nei quali si sparti-scono i crini in commercio, cioè il nero,il bianco ed il bruno, 1 ’ ultimo dei qualicomprende tutte quelle qualità che nonpossono dirsi appartenere a nessuno deicolori precedenti ; si dividono pure an-che secondo la loro lunghezza e la loroforza.

Il crine bianco serve a diversi usi, peiquali si richiede una grande lunghézzaed uniformità ; cioè, il liutaio ne fa gliarchi da violino, il pescatore le corde pe-gli ami. Questa specie viene pure ado-perata per la fabbricazione dogli stacci,ed a tal effetto si tinge di varii colori.

Il nero si adopera dal bottonaio e dal

Crine

passamnnaio, più abbondantemente perla fabbricazione di certi tessuti di molladurata, i quali servono a ricuoprire lemobiglie e fare il fondo dei crivelli.

La terza sorte poi, serve ad imbottirei materazzi, la sedie, ec., e a tal uso ilcrine si trova particolarmente alto, perla grande elasticità proveniente dall’ ar-ricciatura.

Questa operazione consiste nel tor-cere i crini in corde, che si fanno bolli-re per alcune ore, o si espongono all’a-zione del vapore ; raffreddate poi edaperte le corde, i crini hanno acquistatola facoltà d’incresparsi, e godono d’unagrandissima elasticità.

Il prezzo elevato dei crini di cavalloche si usano per imbottirne i cuscini, i ma-terazzi e simili, fece che da gran tempo sicercasse di sostituirvi altre'materie ani-mali o vegetali. Fra le molte che si pro-posero a tal effetto tre sostengono la ga-ra col crine oggidì, e sono le setole dimaiale, i fili della balena e la paglia pre-parata convenientemente. Le setole dimaiale, secondo gli esperimenti tentati-tisi da Heerens, sono meno cedevoli emolli del crine, vale a dire, che i cusci-ni empiuti con esse e caricati d’ un pesocedono meno del crine ad esso ; hannoperò una elasticità per lo meno ugualea quella del crine, sicché riprendono ilvolume che occupavano dapprima to-sto che cessano di essere compressi. Labalena, o a dir meglio, i trucioli che siottengono nel lavorare questa sostanza,secondo Karmarsch , unisconsi in massemeno compatte che non faccia il crine,ed hanno una forza elastica pari .1110 sua.Invero per riempiere una data capacitaoccorre un peso di balena alquanto mag-giore, ma il prezzo dei trucioli di essa ela metà di quello del crine, e inoltre n»nsono essi soggetti come il crine ad esse-re invasi dagli insetti schifosi- l'i 113 ^