Crine
niente la paglia, convenientemente pre-parata, può servire in luogo «lei crine, eilattualmente esiste a Berlino uno stabili-mento in Ditta Stoendert e compagni,ove questa Sostanza si prepara in grandea quest’ uso facendola prima bollire inuna soluzione di potassa,passandola peruna maciulla, e spremendone 1’ umiditàsoverchia fon uno strettoio, e Formando-ne poscia de’ fasci che si stracciano inpezzi. In tale stato riesce soffice ed ela-stica, e non può più servire di asilo agliinsetti. Cento chilogrammi di questa pa-glia costano, a Berlino , 20 a 25 franchi.La paglia preparata in tal modo sembraessere ben preferibile alle foglie del for-mentone ed alla zostera marittima pel-lame pagliaricci.
Si è recentemente proposto anche ilsovero raschiato e ridotto in trucioli persostituzione del crine c si assicura conbuonissimo effetto.
Per conservare i crini lungo tempo èd’uopo farli seccare in un forno dopoaver riconosciuto che la temperatura diesso non sia tanto elevala da poterlo al-terare; in seguito basta imballarli in cas-se, in barili, od in altro vaso ben chiusopiù asciutto che sia possibile. La conser-vazione dei crini sarà ancora più certaesponendoli al contatto del gas che svi-luppasi dalla combustione dello zolfoprima di toglierli dal forno ; a tal uo-po si netta ivo certo spazio nel mezzodel forno stesso e vi si pongono duemattoni e sopra questi si mette un vasodi terra o di ferro con alcuni fori al fon-do nel quale mettesi un zolfanello acce-so - Quando questo si è spento imballasitosto il crine che rimase esposto alla suaazione. Volendosi conservarlo per variianni sarà utile di ripetere prima dei ca-lori della state il diseccainento e zolfarlodi nuovo come abbiamo indicato.
CniNr. 261
te della tintura e tessitura del crine quiaggiungeremo alcune avvertenze sul mu-do di preparare il criue per la tessiturae sui metodi adoperati in Alemagna.
Le prime operazioni cui si assoggettail crine sono quelle di pettinarlo e nettar-lo. I crini corti separati dal pettine nonsono atti ad entrare nella fabbricazionedei tessuti nè si adoperano che dai tap-pezzieri siccome borra. Per pettinare icrini convien prenderne pochi per vol-ta e cominciare da quella parte ove so-no più grossi, poscia dalla loro partepiù sottile. Allora dee farsi la cernila deicrini al qual oggetto si fissano colla basee tiransi prima per le loro punte, posciaper la loro cima più grossa. Dappoichési sono scelti i più lunghi, misuransi dao m ,542 a i m , 355 ,la qual ultima lunghez-za è assai rara. La larghezza del tessutodipende dalla lunghezza di questi stessicrini. Nello snettare il crine e nell’assog-gettarlo a queste varie operazioni se neperde una grande quantità e si calcola chequesta perdita giunga, a termine medio,ai tre quarti della totalità, dopo che tuttele operazioni sono terminate e che il crineha ricevuto quella tinta che si volle dargli.Così su 100 chilogrammi di crine greg-gio dieci non possono essere di vermiuso e 65 sono di crine troppo corto peradoperarlo nella fabbricazione dei tessu-ti, sicché non ne Tostano che 25 chilo-grammi soltanto per quest’ ultimo uso.
Si preferisce il crine d’ Alemagna aquello di Russia , ed il crine nero al bian-co, perchè quest’ultimo, oltre all’esseremeno’solido, presenta ancora l’incon-veniente di non lignersi che difficilmen-te. Si può tuttavia adoperare il crinebianco per fare varii disegni intreccian-dolo col nero in quella stessa manieracome si adopera la seta per eseguire suitessuti di crine molti disegni. Del restosi possono fare bei tessuti operali col