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Tomo XX. [Supplimento.]
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2 G 2 Crine

crine dando. a questo diversi gradi dicolore, die quando siano ben preparativi si uniscono assai solidamente.

La durata dei tessuti di crine dipen-de principalmente dalla solidità dell’ or-dito di essi, quindi è che i fabbricatorialemanni hanno sempre gran cura di sce-gliere pei fili ond 1 essi lo fanno della ca-napa di prima qualità. Preferiscono atal uopo quella di Olanda che filasi congrande diligenza,formandone appresso unfilo torto a tre capi che serve a formare

I ordito. Per disporre questo sul telaio,ndoprasi un orditoio di forma partico-lare che vedesi disegnato nelle fig. 1 , 2della Tav.XYI della Tecnologia , e con-siste in un dipanatoio a mosso dalla fu-mé eterna b che viene condotta dalla pu-leggia orizzontale c, al cui asse è>fissatoun manubrio d. Alla estremità superioredell’asse del dipanatoio avvi un cilindroe sul quale si ravvolge la corda f, cheinnalza così il sostegno g. A questo so-stegno sono fissati i due pezzi che veg-gonsi più in grande nelle fig. 5 e ij. Ilprimo di questi è una specie di pettinecomposto di lamine di ferro poste le uneaccanto alle altre e disposte in due file ;ognuna di queste lamine tiene alla partesuperiore un foro pel quale passasi il filo.Si riunisce il fascetto di fili che esce daquesto flettine, e se Io fa poscia passarefra due piccole aliettè d’osso, o di qual-siasi altra sostanza dura ed atta a ricevere»n bel polimento, piantate sul pezzo chesi vede nella fig. 4 ; di là attaccasi il fiload un punto del dipanatoio 1 sul qualedeesi ravvolgere girando il manubrio d.

II sostegno G scorre fra due ritti verti-cali e da questa disposizione evidente-mente risulta che il filo disponesi sul di-panatoio in maniera uniforme. Dinanzial sostegno g vi è una leggera intelaia-tura h sulla quale poggiansi i fusi chetengono il filo.

Crine

Inteso bene questo meccanismo è fa-cile comprendere il modo come esso agi-sca. In fatto posti i fusi sui quali è il filosulla intelaiatura li passasi un filo in cia-scuno dei fori del pettine i (fig. 3) ; riu-nisconsi tutti questi fili in un solo fa-scetto, e si fa passare questo fra due dellealiene d’ osso piantate sulla spranga le(fig. 4 ) j attaccasi la cima di questi filiriuniti al punto più basso del dipana-toio, si fa girare il manubrio d ed il filosi avvolge sul dipanatoio, mentre la fu-ne f ravvolgesi sul cilindro e ed innalzail sostegno g , di maniera che il filo sidistribuisce sul dipanatoio ad elice ed inmodo uniforme. E facile in appresso fa-re con questo filo un ordito teso ugual-mente dappertutto, il che giova moltis-simo alla regolarità ed uniformità deltessuto.

Siccome i tessuti di crine tingonsi quasisempre in nero, così si dà questo stessocolore ai fili dell’ordito e adoperasi a taluopo un bagno composto di legno dicampeggio, d’acetato di rame, di solfatodi ferro e di rame. Mesconsi insiemequeste sostanze e per ogni io chilogram-mi di filo impiegansi due chilogrammi disolfato di ferro e 5 ettogrammi di solfa-to di rame. Quando il filo è tinto a do-vere lo si fa asciugare, indi lo si ponesopra mulinelli girevoli per dargli il ln-stro ;finalmente se lo copre di colla di fa-rina molto densa, imperocché acquistain tal modo maggiore solidità ; il crinesi tigne collo stesso nero che si è adope-rato pel filo, lasciandovelo immerso perSaia ore. Quando se lo crede coloritoabbastanza disponesi la trama del fil°ied è su di questa che formasi con unaspuola particolare il tessuto di crine soloo mesciuto colla seta. Il tessuto di cri-ne'è sempre a trama semplice, ma laspuola mediante un particolare mecca-nismo ravvolge il filo col crine, di ma-