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Tomo XX. [Supplimento.]
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3S0 Crogiuolo

buoni ; peraltro sono da preferirsi quellidella fig. 6, perchè servono anche benis-simo alle evaporazioni. Quesli crogiuolidebbono avere sempre un coperchio, ed èanche meglio che ne abbiano due di formediverse, 1 ’ uno simile a quello A .dellafig. 7, che ha l’orlo ribadito e la super-ficie esteriore un poco convessa , cheserve quando mettesi il crogiuolo n^I fuo-co ; l’altro a quello B, la cui superficieesterna è al contrario concava, guernitadi tre copiglie di platino, poste in modoche, quando il crogiuolo è coperto, ele copiglie trovansi internamente, l’or-lo del coperchio che sporge al di so-pra non combaci esattamente col cro-giuolo, ma lasci un piccolissimo inter-vallo. Questo coperchio serve nelle espe-rienze per via umida, ed ha il vantag-gio, che tutto quello che può venir getta-to fuori con l’ehollimenfo ridiscende lun-go la parte media del coperchio, che èla più bassa e ricade nel crogiuolo .In mancanza di un simile coperchiq diplatino, si può adoperare un vetro daorologio di grandezza conveniente; po-nesi allora sulla bocca del crogiuolo unpaio di fili di platino sui quali mettesi ilvetro da orologio, sicché rimane anchein questo caso un intervallo tra esso el’orlo del crogiuolo.

I crogiuoli di platino debbono esseredi metallo puro. Alcuni hanno un difet-to ; per l’azione d’ un forte calore ro-vente si producono alla superficie dellepuliche per le quali trapelano i liquidi,sicché, quando si arroventano questicrogiuoli, dopo essere stati in apparenzaben nettati, esce e fiorisce del sale daiforellini di queste puliche. Simili cro-giuoli non possono servire che a cal-cinare le sostanze che non si fóndono.Queste puliche formansi per l’azione.d’unfuoco fortissimo, oppure quando il cro-giuolo fu sottomesso ripetutamente ad un

Crogiuolo

calore rovente meno intenso. I crogiuo-li debbono essere di platino sottile, perpoterli pesare facilmente sopra bilanciesensibili. Ne occorrono di varie gran-dezze, ed alcuni anche sì piccoli chenon oltrepassino un ditale da cucire.Devesi anche avere un gran pezzo difoglia di platino, della spessezza d’unacarta, colla quale si possa, occorrendo, jcostruire da sé qualche vase di platinoper .piccole esperienze. A tal uopo, sicostruisce uno stampo di legno, facendo-gli una stozzatola che abbia la formadel vase propostosi ; si preme la fogliadi platino entro lo stampo, si appiananole piegature che ne risultano, e si stro-piccia la foglia con un corpo duro e po-lito, per farle prendere la forma dellostampo medesimo. Quando trattasi dicalcinare dei corpi in tubi di porcellana,in mezzo ad una corrente di gas, si dàalla foglia la forma di un seroicilindro, laqual forma le rimane quando, dopo aver-la piegata alle due estremità, la si togliedallo stampo. Ripiegando a modo di fel-tro un pezzo di foglia di platino tagliatain circolo, si ottiene un piccolo crogiuo-lo. Questi vasi convengono perfettamenteper le analisi sopra piccolissime qunnfitadi minerali, perchè con essi si possonopesare queste quantità colle bilance sen-sibili usate negli assaggi d’oro e di ar-gento, il che rende 1’ operazione prontaed esatta.

Per via secca, non debbonsi giammaifondere in questi crogiuoli, 1. gli alcali 1caustici o nitrati a base di alcali, di cal-ce, di barite o di stronziann, perchè 1 af-finità dell’ alcali per 1’ ossido di platinodetermina un’ ossidazione considerabilealla superficie del metallo, e quindi tro-vasi fortemente intaccalo a segno chetrattane la massa salina sembra spm s( |di cavità; 2. i solfuri alcalini o i fosfeUmesciuti con polvere di carbone, |>eiche