DistbibPzÌone
nitrogeno, questo si combina all’idroge-no producendo della ammoniaca, a menoche la sostanza distillata non contengaanche una. grande quantità di alcali na-turalmente od aggiuntavi ; nel qual casola maggior parte del nitrogeno si unisceal carbonio e produce del cianogeno.L’ ammoniaca prodottasi distilla insiemecogli altri liquidi; il cianogeno invececombinasi coll’alcali, e rimane nella stor-ta. Le sostanze contenenti assai poconitrogeno, e ‘quelle vegetali che hannouna certa quantità di glutine o di albu-miita, danno colla distillazione secca del-l’acetato di ammoniaca soprassaturato diacido ; quelle all’ incontro chrj abbonda-no molto di nitrogeno danno un liquorealcalino e degli olii empireumatici di-versi da quelli che si ottengono quandoil liquore prodotto dalla distillazione èacido.
(Berzei.io — G.**M )DISTRIBUZIONE dell'acqua. L’ a-cqua non è necessaria soltanto per beree per preparare i cibi, ma lo è altresìper la nettezza, la quale è indispensabileper la salubrità. Se l’acqua scarseggia, 0se occorre molta fatica per procurarselaciò che torna lo stesso, si trascurerannomaggiormente quelle pratiche di nettez-za per cui fa bisogno dell’ acqua, e sequesta trascuranza, come avviene quasisempre, diviene abitudine, ne sarà conse-guenza inevitabile la dilfusione delle ma-lattie più schifose. Quindi è che questogenerale bisogno fece volgere mai sempreil pensiero a procurarsi gran copia d’ a-cqua là dove trovasi grande unione dipopolo come nelle città. Fino agli ulti-mi tempi però non si era pensato chea condurre 1’ acqua in varii punti, acciòsi potesse facilmente procurarsela dapubbliche cisterne, fontane o simili. L’at-tignerla di là e recarla alle case era faticadei particolari domestici, oppure forma-
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,va 1’ oggetto dell’ arte particolare del-1 ’ acquaìuolo o portacqua. Dacché pie-rò i raffinamenti dell’ industria studia-ronsi di accrescere le agiatezze del vi-vere questi mezzi per la distribuzionedell’ acqua parvero insufficienti, e crea-ronsi grandi società, le quali a mite prez-zo forniscono a ciascuna casa quantitàstabilite di acqua, portata nel punto piùalto dell’abitazione,acciò senza fatica ve-runa si potesse poi pel suo peso farlascendere nelle varie stanze ove occorre.Di qui sorse un nuovo ramo di specula-zione del maggior interesse , siccomequello che addimandn vistosissimi capita-li, giugnendo spesso alla spesa di uno odue milioni di franchi e che richiedemolte considerazioni perchè riesca a do-vere, e perchè renda una corrisponden-te utilità. A conoscere quanto importinosimili istituzioni, basti il riflettere chenelle città costruite in luoghi dove 1’ a-cqua pura non possa giugnere facilmen-te, gli abitanti e specialmente le classipiù povere ne soffrono maggiormenteche se mancassero di pane e di vesti. Inalcune città della Spagna , per esempio,ove i vantaggi delle macchine sono pres-soché sconosciuti, in certi momenti del-1’ anno 1’ acqua costa altrettanto che ilvino, e per conseguenza le classi inferiorisono nello stato il più infelice. A Londra ,all’opposto, l’acqua vi è in tale abbondan-za che se ne somministrano ai suoi abitantiaq miliofii di galloni ( i3i milioni circadi litri), la quale quantità distribuita in120 mila case od altri ediGzii equivalea più che 200 galloni (908 litri) al gior-no per ogni casa. In molle case questaacqua viene distribuita mediante le mac-chine, non solamente nelle cucine e la-vanderie al pian-terreno, ove se ne famaggiore consumo, ma se la dirige finoalla parte più alta «Ielle case per rispar-miare la piccola fatica di scendere ab«