Economìa
ECOMETRO. Strumento imaginatotiel 1701 da Sauveur, il quale fissavasopra una misura conosciuta la lunghez-za di un pendulo semplice^ sicché faces-se esattamente un certo numero di vi-brazioni durante un dato tempo, deter-minando così la precisa durata dei tem-pi e delle misure della musica. Questaidea venne poi ripetuta più volte ed ilmetronomo di Maelzel , che venne de-scritto all’articolo musica del Dizionario ,e del quale si fa grand’ uso nelle orche-stre, non è che una applicazione di essa.
(D i%. delle Origini.)
ECONOMIA domestica. È regola ge-nerale d’ ogni prudente persona il di-stribuire le proprie entrate in maniera danon Spenderne più che 6 ventesimi al-1 ’ anno nelle spese di famiglia, 3 vente-simi in servitù, e divertimenti, 4 ven-tesimi nell’ educazione dei figli, e spesepersonali, quattro altri ventesimi in pi-gione, mobiglie, ec., riservando 3 ventesi-mi ogni anno per le spese straordinarie.Quindi se una persona tiene 4 ,ooo o40,000 franchi all’anno potrà spendere1,2000 12,000 franchi in oggetti di con-sumo ; 600 o 6,000 fr. in servitù ed al-tri oggetti di lusso ; 800 o 8,000 fr. perla sua famiglia e per sé ; 800 o 8,000 fr.per pigione ec. e serbare 600 o 6,000fr.per fondo di riserva. Quando le entratederivano dal commercio e sono più in-certe per le agitazioni di esso il fondo diriserva avrà ad essere di sei ventesimi,diminuendo proporzionatamente ciò cherimane nel modo sopra indicato ; Io stes-so dee farsi quando derivino dal lavoropersonale e dallo stato di salute, poichéin tal caso si calcola che a termine me-dio ogni sette anni ve ne abbia uno dimalattia o di mancanza di guadagni.
(Richard PHiULirs.)
Economia politica- La economia po-litica è una scienza affatto moderna che
prefiggesi per iscopo di spiegare i feno-meni della produzione, della distribu-zione è del consumo delle ricchezze.Contribuisce a rendere 1 ’ agiatezza piùgenerale che sia possibile, ed a pre-venire gli errori nei quali possono ca-dere i privati ed i governi in fatto diindustria, commercio e finanze. Questascienza venne confusa per molto tempocolla politica propriamente detta, ed an-che con P amministrazione della qualenon è che l’ausiliaria ; sembra esserestata assai male conosciuta presso gli an-tichi, il cui sistema industriale non fon-davasi che sulla conquista e sullo schia-vaggio. Senofonte nei suoi scritti sullaeconomia occupossi piuttosto di quelladomestica che della nazionale,secondo ilsenso che si dà in oggi a quest' ultimadenominazione ; Aristotele gli consacroquattro o cinque capitoli nel suo Trat-tato della Repubblica , ed esamina piut-tosto le ricchezze ed il numerario, nel lo-ro senso più astratto, di quello che le im-portanti quistioni della distribuzione deiprofitti e del ben essere generale. Plato-ne è il solo che, nel secondo libro dellasua Repubblica , abbia sviluppati i prin-cipi! della umana società con mirabileschiettezza e precisione ; sembra esserestato il primo a comprendere che gli uo-mini avevano degli interessi Comuni, eche il mezzo più sicuro di fortuna consi-steva nell’ associamènto dei lavori ; di-stinse le grandi speculazioni commer-ciali dalla grossolana pratica delle botte-ghe, e segnalò con rara evidenza quelprimo abuso, antico quanto lo è il mon-do, di una parte della Società che vivenell’ ozio a carico della massa dei lavo-ratori.
Durante tutto il medio evo la econo-mia politica rimase stazionaiia ed anzi re-trocesse più che altro, e così essere do-veva, non potendo un tempo in cui si