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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Si fa con queste erbe un letto alto unpiede, sul quale si stende uno strato sot-tile di calce viva ridotta in grossa polve-re, e si continua così a sovrapporre al-ternativamente, in varii strati, la quan-tità d’erba, che si è levata dai cam-pi. Il contatto della calce colle erbe ver-di non tarda a produrre una grandefermentazione, la quale passerebbe all’ac-censione, se non si coprissero i mucchicon zolle di terreno erboso. Quando ladecomposizione è compiuta, la cenereche ne risulta, possiede tutte le qualitàdi un eccellente ingrasso. La condizioneche le erbe siano verdi è assolutamentenecessaria; imperocché più le erbe sonoverdi, e la calce di recente preparata,più la fermentazione è attiva, e più l’in-grasso contiene di parti nutritive.

Pubblici regolamenti per la distru-zione delle piante nocive. In molti paesile leggi provvedono coll’ autorità loroolla distruzione delle mal’erbe. In Fran-cia , per esempio, esiste, benché inosser-vato, un regolamento in virtù del qualeun agricoltore può costringere il vicinoa distruggere i cardi sulle di lui terrenel tempo opportuno, ed ove questi iltrascuri, fare eseguire 1 ’ opera a di luispese. In Danimarca avvi una legge cheobbliga ognuno ad estirpare ne’ suoi ter-reni la margheritina delle biade (chry-santhemum segelum), pianta più difficiledelle altre ad estirpare, e di grave dannoalle biade, perchè impedisce il disecca-mento del raccolto, e nuoce così alle pa-glie come ai grani.

La distruzione di questa pianta ri-guardata come tanto dannosa ai raccoltidelle granaglie, fu pure l’oggello in Isco-zia del regolamento più antico che pro-babilmente esista relativamente alla di-struzione delle erbe cattive, perciocchéconta la data dei tempi di Alessan-dro Il nel 1220. In virtù di questo re-

Ebbì

golamento, ogni coltivatore presso ilquale si trovassero tre o più capi di que-sta pianta, soggiaceva a pena : e si serbaancora memoria delle assise del baronescozzese Guglielmo Grierson, destinateparticolarmente a giudizii su di questecontravvenzioni.

Se venisse generalmente adottato undivisamente siffatto, sarebbero ben pre-sto distrutte le erbe cattive. In molti con-tratti d’ affittanza suolsi introdurre unaclausola , in forza della quale il loca-tore può a spese del fittaiuolo, ove que-sto il trascuri, far estirpare le mal’erbe:questa clausola dovrebbe essere general-mente adottata, e la legge dovrebbe pre-scriverla ai locatori.

In Inghilterra si è più volte pensaloa disposizioni legislative di tal genere ;che anzi un regolamento con cui i colti-vatori erano obbligati ad estirpare nellesiepi e sugli orli delle vie le piante no-cive, fu già adottato dalla Camera deicomuni ; ma è stato rigettato da quelladei lordi.

Somma dei vantaggi diretti che re-ca la distruzione delle erbe cattive. Ivantaggi diretti che si ottengono dalladistruzione delle mal’ erbe consistononella cessazione dei danni che cagionala loro infezione, ì quali sono rilevantis-simi.

Tutte le piante che crescono natural-mente nei seminali, debbono essere ri-guardate come nocive, ossia nuoconosempre al raccolto che l’agricoltore vuo-le fare; laonde in generale se trascurasidi estirparle, risulta sempre nel raccoltouna diminuzione d’un terzo o d’un quar-to anche nei terreni di ottima qualità.Ma questa diminuzione e deteriorazionedel raccolto seminato, spesso è assai mag-giore; il che non è disagevole a compren-dersi da chi avverta che le malerbe : i.°impediscono che si ottengano tutti i van-