• Ebbi
taggi sperati dalia concimazione; a.° as-sorbikcoiio l’umidità cotanto necessaria alcrescimento ilei raccolti ; n.° influisconospecialnuente nel mandare a male il rac-colto allorché questo per effetto d' unvento veemente o d’ un dirotto acquaz-zone è gettato per terra; 4-° accresconoil rischio che corre la messe allorché siindugia la mietitura, perchè un raccoltoscevro dall’ infezione delle mal’ erbe èpiù presto condotto a maturazione cheun altro che ne sia infettato ; 5.° final-mente deteriorano con la mescolanzadelle loro sementi la qualità dei grani.Eppure, malgrado questi immensi svan-taggi, poco fanno i coltivatori per Ite-rarsene.
Molte esperienze si fecero per co-noscere i vantaggi reali che anche incampi di ubertoso terreno e non ol-tremodo infestati dalle mal 1 erbe, produ-ce la sarchiatura di queste ; e dal raf-fronto del prodotto d’ una parte dellostesso campo egualmente concimata, laquale sia stata sarchiata, con quella d'al-tre parti del campo suddetto non sar-chiate, si è trovato che un vantaggiomaggiore del quarto del raccolto vieneprodotto coll’opera della sarchiatura.
Si faccia ora ragione del danno cherecano l' erbe cattive in un suolo nontanto buono e dove allignano in mag-gior copia, e si troverà di quale direttae massima utilità debba tornare la lorodistruzione. Da ciò segue che il teneremondi i terreni dalle mal’erbe è per l’a-gricoltore un oggetto della massima im-portanza, e che se non vi si pone mas-sima cura, si paga certamente il fio dellapropria trascuratezza. Se non che leperdite individuali del negligente nonricadono soltanto a suo proprio dan-no , ma a scapito altresì del paese, i•ni prodotti e le cui ricchezze vengonocosì ad essere scemati ; pei’lochè sottoSappi. Dii. Tccn. T. VII'
Erbaio 3o5
il riguardo eziaudio del pubblico benefi-zio, la suprema potestà potrebbe avvisa-re con opportuni regolamenti a promuo-vere la distruzione delle erbe parassitee nocive.
(Jouli SlNCJ.AIR.)
Erba galletta. V. pisello di prato.
Erba gialla ed erba guada. Y. gua-dabella.
ERBACCIA. Y. erba cattiva.
ERBACEO. Dicesi di quelle parlidelle piante che sono ancora tenere enon legnose, e di quelle che non acqui-stano consistenza legnosa.
(Gagliardo.)
ERBAGGIO. Chiainansi con questonome quelle piante, le quali coltivatisiper mangiarle in erba or cotte or crude.
(FiLirro Re.)
ERBAIO. All’ articolo graminacee in-dicheremo quali sieno le piante migliorie più importanti alte alla formazione de-gli erbai. Questa parola verrà qui con-siderata nel suo senso letterale e generi-co di terreno piantato con erbe di forag-gio, e suscettivo perciò di essere divisoiu due specie secondo l'oggetto cui si de-stina ; vale a dire in praterie, nelle qualisi ha principalmente di mira la riduzionedell’ erba in fieno secco pel nutrimentodei bestiami nella stalla, ed iu pascoli ,ove, senza rinunziare interamente al rac-colto ottenuto coi metodi regolari difalciatura più o meno ripetuti, secondoche le circostanze sono più o meno fa-vorevoli, si abbandona tuttavia una partedei prodotti erbacei al bestiame, accioc-ché questo li consumi sulla pianta, ementre sono ancor verdi. Siccome peròil bestiame stesso è di specie assai diffe-renti ed anche la sua azione sull’ erbaioè assai varia, così nel formare questo er-baio per mantenerlo in buono stato e pro-lungarne la durata,saranno primieramentea considerarsife proporzioni che avranno5<J