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Tomo XXI. [Supplimento.]
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no a sel lini visi fra le specie il’ erba iladisumarsi dal bestiame sul luogo e lamaniera come questo dee consumarle, at-tesa la sua organizzazione. Oneste rela-zioni sono mollo importanti a studiarsied a ben conoscersi, per occuparsi giu-diziosamente della scelta delle principalipiante che devono entrare nella forma-zione degli erbai, le quali saranno piùnumerose e più variate se diverse speciedi bestiame vi hanno a pascere succes-sivamente, di quello che se vi si deenutrire una sola specie, come cavalli,buoi o pecore, per tutta quella partedell’ anno che non si sarà destinata allaraccolta del fieno. Ad altre circostanzeancora sarà duopo avvertire, quali sonola qualità del terreno coltivabile, più leg-gero o più tenace, più secco o più umi-do, ed il suo stato più superficiale o piùprofondo, e più o meno alto quindi a rice-vere le radici serpeggianti o quelle a fitto-ne. Nei terreni di natura e di composi-zione mista, vale a dire, ove nessuna diqueste qualità preponderi molto sulle al-tre, sarà prudenza mescere di più i semi,e si potrà essere certi che quelli fra essi alcui accrescimento il suolo sarà partico-larmente favorevole, basteranno a co-prirlo bene, occupando ben tosto il luo-go di quelli che il suolo stesso non fa-vorirà in ugual modo.

Checché si faccia la terra contienesempre nel suo seno una infinita quanti-tà di germi che tutte le operazioni pre-paratorie non giungono a distruggere, chei molti rivoltamenti del suolo contribui-scono anzi a far germogliare, e se lascelta rigorosa e la seminagione isola-ta possono farsi in quei piccoli trattidi piote che si destinano ad abbellirei giardini ed il cui tappezzamento omo-geneo ne forma la bellezza, e non puòmantenersi che con sarchiature ripetu-te, non può essere lo sftsso nella for-

Emuio

inazione delle piote degli erbai, la quale dee sempre attenersi a quei princi-pii d’ economia senza dei quali non viha certezza di vantaggio nelle intrapreseagrarie, sì poco lucrose di loro natura.In simile caso basterebbe procurarsi dal-le migliori praterie vicine dei semi rac-colti a piede delle biche o nei granai,ove si fosse riposto il fieno tolto daquelle, o nelle rastrelliere ove fosse sta-to consumato, e seminarli in terre debi-tamente preparate. Se in pari tempo checrescerà |a buona erba, la terra producedi quelle erbe forti e dure che cono-sconsi inette a formare un buon foraggiosecco, si estirperanno facilmente questeultime in una o due sarchiature, fatte dafile di donne e di fanciulli, alla cui testav’abbia un sorvegliatore intelligente, e sivedrà la superficie dell’ erbaio prendereassai bella apparenza. Non è però dasperare che questa apparenza duri alungo la stessa ; alcune piante cui nonsi era posto mente dapprima o che era-no poco numerose succederanno in co-pia ad altre, e si produrrà una specie diavvicendamento naturale, per effetto delquale i resti delle antiche piante ser-viranno di Ietto e di nutrimento allenuove. Recherà sorpresa, p chi vogliaattentamente osservare, il vedere a qualicangiamenti possa così andare soggettala flora della stessa prateria nel corso didieci anni. Quello però che fin qui di-cemmo non vuol già significare che nonsi abbia a porre veruna cura nella sceltadelle piante destinate alla formazione de-gli erbai, ma soltanto tende a far com-prendere che questa scelta viene prati-camente modificala da varie circostanzeche devono distorne dall’ applicare iprincipi! con troppo rigore e con un ec-cesso di spesa ; duopo è accordare allanaturale fertilità del suolo una parte disua influenza. Quanto al miscuglio delle