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buone specie dì piante, si avrà questocol maggiore vantaggio possibile procu-randosi i semi uecessarii alla seminagio-ne, in quel modo che abbiamo indicato,ottenendosi allora semi perfettamentematuri, poichè.i più maturi sono quelliappunto che più facilmente distaccan-si dagli steli seccati e che trovatisi quin-di in maggiore copia nella rastrellie-ra, nel granaio ed appiè delle biche. Unpo’ di sventolamento li separa dai fran-tumi cui sono mesciuti ; e seminansi piùo meno fitti secondo che sono più o me-no depurati, che la loro qualità sembrapiù o meno buona e che il suolo è piùo meno feritile e ben preparato. I semipiti recenti, specialmente fra le legumi-nose e le graminacee, sono in generalequelli che crescono meglio e che acqui-stano maggior vigoria. Il loro cattivoodore dà luogo a temere di un principiodi sobbollimene o di marcitura, i qualipotrebbero nuocere alla germinazione;sarà però sempre utile di provare i semiche non si saranno raccolti da sè.
La preparazione del suolo consiste inarature , erpicature, e cilindrature chehanno per oggetto la distruzione delleèrbe cattive e lo sminuzzamento del suo-lo ; una coltivazione sarchiata presentagli stessi vantaggi e paga co’ suoi pro-dotti le spese, e fra le altre quelle delleconcimature che torneranno poi utili an-che in seguito. Il prolungamento di que-sta influenza del concime deve impe-gnare gli agricoltori a non seminare aderbaio permanente ad un tratto chequella quantità di terra che avranno po-tuto concimare abbondantemente; unastabbiatura, un raccolto soversciato inverde, produrranno aneli’ essi un buoneffetto. Se il terreno è buono le araturenon sono mai troppo profonde, ma èduopo evitare di spargere il seme sopraun terreno arato recentemeDte, poiché si
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corre pericolo di perdere una parte deisemi massime se sono minuti. Quando laterra arata non si è abbastanza assodata,se la spiana con un cilindro di pesoproporzionato alla leggerezza di essa ; visi trascina sopra un erpice rovesciato ecarico di pietre; la si assoggetta al cal-pestio delle pecore colla stabbiatura. Ol-tre al concime che è già stato sotterrato,è un grande vantaggio quello di sparge-re sulla terra pronta a ricevere il semeun composto polveruleùto, da coprirsiinsieme col seme stesso, delle terre fangoserimaste esposte al sole per uno o due an-ni, od un miscuglio, di terra vegetale, di'calce, di ceneri Uscivate e di concimedi stalla, gettato a manciate.
Ogni qualvolta possono riuscire le se-minagioni d’ autunno, sono preferibili aquelle di primavera, perciocché dauuoin generale prodot li più pronti ed ab-bondanti. Questa regola applicasi più ri-gorosamente alle terre calde, secche edalte ; si devono eccettuare però i terrenimolto argillosi, i quali a motivo della lo-ro compacità ritengono 1’ acqua dellepioggie autunnali in si granile quantitàda far perire i grani. In tal caso ritar-dasi a ragione la semina fino alla prima-vera. Il tempo della seminagione dipendeancora da certi lavori di coltivazione edalla costituzione del clima, caratteriz-zato in alcuni luoghi dalle grandi pioggeestive. Del resto le piante erbacee deipascoli seminansi a manciate in una solavolta, quando la grossezza dei semi è aun dipresso uguale ; in due volte se lainuguaglianza è troppo grande. Spar-gonsi dapprima, dopo averli mesciutiinsieme, ì semi più voluminosi ; posciaeopror.si con una erpicatura tanto piùenergica quanto più profondamente sfvogliono sotterrare. Mescolisi poscia u-gualmente e seminansi su questa erpi-catura i semi più fini, che sotterranei,