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Tomo XXI. [Supplimento.]
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3(18 Erbai»

secondo la spurie loro, con l’erpice o colcilindro semplicemente. Quando si semi-na in primavera sopra un frumento diautunno 1’ esperienza mostrò che giovameglio erpicare dapprima il grano senzafarsi timore di spezzare una parte dellesue foglie, spargere poscia il seme e co-prirlo tosto con un secondo passaggiodell’erpice pili o meno profondo, secondo la leggerezza della terra ; la quantitàdi seme da adoperarsi sopra uno spaziodato varia mollo secondo la specie, lequalità dei semi, la natura e la prepara-zione del suolo, lo stato del cielo e lecircostanze meteorologiche.

Le cure generali pel mantenimentodegli erbai riduconsi a 5 punti princi-pali: i° la distruzione delle piante inu-tili o nocive alle buone piante od ai be-stiami medesimi ; 2 ° la distruzione deglianimali nocivi; 3° le concimature ed ab-bonimenti sparsi alla superficie del suo-lo, nella stagione conveniente; 4° • <li-seccamenti ed irrigazioni ; 5° il riempi-mento dei l'adori con seminagioni par-ziali. Le erbe cattive riguardanti come ta-li per le loro qualità deleteri, pel sapore-sgradevole che comunicano a certi pro-dotti degli animali, come al latte ed alburro; a cagione che occupando il ter-reno tolgono il luogo alle buone piante.Si può saettarne i campi mediante lavanga, 1’ erpice e lo settialienatolo ; me-diante concimature superfiziali ed abbo-nimenti calcarei, salati, eccitanti; me-diante certe combinazioni nella falciatu-ra che producono la distruzione di que-ste piante. ( Y. erba cattiva. ) L’ agri-coltore posSede ancora ben fiochi mezzidi sottrane gli erbai ai guasti dei varianimali quali sono : i topi campagnuo-K, i vermi bianchi, e le cavallette. Inpari tempo che si perseguono le tal-pe fa duopo cercare di distruggere leloro tane mediante la zappa, la vanga,

Èkbaio

1’ erpice rovesciato od il cilindro' e fo*spargimento della terra di esse sulsuolo torna utilissimo alle piante vicine'riscaldandole. (V. talpa insetto, verme,cavalletta, ec.) In quanto spetta ai di-seccamenti ed alle irrigazioni ed innaf-fiamene, rimandiamo a quelle parole.

La durata degli erbai dipende in granparte dall’ artifizio di mantenerli puri,abbondanti e vivaci. Se le irrigazionimolto vi contribuiscono, non vi giovanomeno gl’ ingrassi e gli abbonimenti, e la'combinazione di quei due principi! dimiglioramento, uniti ad un qualche gra-do di calore li porla al maggior segno'di prosperità. Rimandando il lettore a-quanto si disse in tale proposi lo negli ar-ticoli abbonimento e CONCIMARE, sogghi-gneremo qui ebe, siccome gli erbai pro-priamente detti sono destinati ad esse-re messi a pascolo per quasi tutto l’an-no, al contrario delle [(rateile, i cui pro-dotti levatisi senza alcun compenso perla terra con falciature a misura che siformano, così gli erbai abbisognano di'minor copia' di concimi delle praterie,perchè ricevono giornalmente in cambiodel nutrimento che ne ottengono i be-stiami, la maggior pat te dei letami cheda questi provengono ; occorre tuttaviadi concimarli, ma in minor proporzionedelle piatevi»-. Generalmente confon-donsi sotto il nome di concimi i letamipropriamente detti ed i varii abboni-menti o stimolanti della vegetazione ; ma-la loro azione è tanto diversa che dee-indurre a distinguerli in quanto riguar-da la loro applicazione. I letami lunghidi stalla possono spargersi nell’antunno,ma quelli consumati si spargono più uni-formemente. La scelta e l’uso de’ letamideterminatisi secondo la loro natura e le-relazioni loro colle qualità del terreno.Quelli meno caldi e più grassi, quali so-no quelli di vacca- e di maiale, contea-