Ennilo
goflo alle terre esposte alla siccità ; quel-li calili all’ opposto, come quei di coral-lo e di pecora agli erbai più umidi. Tal-volta si fa uso di questi concimi allo sta-to secco, e tal altra inaffiansi i pascolicon letame molto diluito d’acqua. Il mi-glior mezzo di utilizzare le variti sostan-ze fertilizzanti si è quello di mescerle eridurle in composizioni artefatte, nellequali possono introdursi il letame distalla, le varie terre ed altre sostanzefertilizzanti, atte a dare loro della ener-gia: mescolisi ed agitansi più volte le so-stanze durante la bella stagione, e sispargono poi nell’ autunno. Possonoaltresi riuscire ottimi abbonimenti le ter-re anche senza aggiunta di letame, mas-sime quando sieno di qualità alquanto»diversa dal fondo dell’ erbaio, esponen-dole prima all’ aria ; il che può farsi sen-za gVave spesa, poscia spargendole sul-1’ erba che calzano ; possono ugualmen-te tornare utili le ceneri Uscivate, quelledi torba, le ceneri piritose, e, sui fondileggeri e secchi, anche le argille marno-se. Gli abbonimenti calcarei ed alcaliniche convengono agli erbai bassi ed umi-di non operano tuttavia che molto im-perfettamente sui terreni ove 1’ acquamanca di scolo; quindi fa d' uopo spar-gerli prima della stagione delle grandifiioggie ed, in alcuni» casi, subito dopalafalciatura.
Abbiamo indicato come un mezzo diconservyljs gli erbai le seminagioni par-ziali ; ir^rimo elemento per la loro riu-scita si è una erpicatura quanto più com-piuta e profonda è possibile; in tal casalo scarificatore può» vantaggiosamentesostituirsi all’ erpice ; poscia se si hannoa spargere semi di qualche grossezza, sicilindra il suolo per appianarlo, e se isemi sono minuti non si' passa il cilindroche dopo averli sparsi; è d’ uopo porviposcia al dissopra una- composizione odi
Erbario 5o<>'
un letame concimato e cilindrare perl’ultima volta.
Fra i tre modi d’utilizzare i prodottidegli erbai, il pascolo propriamente det-to, il consumo in verde dell’ erba falcia-la, e la riduzione di essa in Ceno, il pri-mo si è quello onde qui abbiamo ad oc-cuparci principalmente: pel terzo vedasila parola fieSo.
In moltissimi luoghi metlonsi i be-stiami sugli erbai da falciarsi, duranteurla parte dell’inverno e della prima-vera. Quando il terreno è asciutto e’non si lasciano dimorare troppo a lun-go gli animali sugli erbai , questa ma-niera di pascolo , che è molto aulica,presenta in generale piuttosto vantaggiche inconvenienti. I castrati e special-mente le pecore da latte vi trovano mol-to profitto, e te loro maniera di rodere'l’erba giova anch’essa molto all’erbaio.In autunno i pascoli negli erbai bassi edumidi potrebbero nuocere alla salutedelle pecore, e quindi si usano di pre-ferenza pegli animali bovini. E utile perla buona conservazione degli erbai, e'per prolungarne la durata, non trarneannualmente che un solo raccolto fal-ciato, abbandonare il pascolo di prima-vera agli animali lanuti' e quello di au-tunno ai bovini, ai quali abbandonasi ilguaime. Gli animali a- corna recano mi-nor danno degli alti ragli erbai, percioc-ché rodono le erbe ad una certa altezzasenza inai strapparle. 1 cavalli tosanol’erba alquanto più corta dei buoi e l’ef-fetto del 1 loro calpestio è nocivo alla ri-produzione. Gli animali» lanuti afferrano'l’erba ancora molto più vicino a terra, econviene guardarsi dall’abbandonare lo-ro gli erbai seminati di recente.
(SoCi.Asr.K BoniN.)'
ERGALE. Che è di natura d’eiba.
(Alberti.)
ERBARIO. Una specie di erbario