s i o Erica
esente dai difetti di quello formato colle ipiante nel modo accennato nel Diziona- irio, ma eziandio meno esatto di esso, ipuò formarsi ritraendo in una carta im- |pronte colorate delle foglie e dei fiori.Stendendo sopra questi con un mazzoda stampatoli dell’ inchiostro nero od 1altro colore ad olio di lino cotto, poi <comprimendo i fiori o le foglie cosi in-tonacati fra due fogli di carta. Si avrà intal guisa una impronta esatta delle partisaglienti dell’oggetto la quale potrà con-servarsi come qualsivoglia stampa. Bensi vede però che queste impronte nondanno un’ idea cosi precisa delle diversepiante quanto le parti di queste seccate.
ERBATA. L’ essere in erba ; e si di-ce di quantità di biade di fresco nate.
(Alberti.)
ERBATO. Vivanda o torta fatta conerba.
(Alberti.)
ERBIRE. Vestirsi o coprirsi d’erba.
(Alberti.)
ERBOLATO. Specie di torta fattaòon erbe o con succo di erbe.
(Alberti.)
ERBUCCE. Erbe da mangiare odori-fere e sapotite.
(Alberti.)
ERETTORE. Quegli che innalza unafabbrica, una macchina o simili.
(Alberti.)
ERGATA. Dicesi da alcuni 1 ’ argano(V. questa parola).
(D ii. delle matematiche.)
ERICA. Queste piante crescono inalcuni terreni i quali non si convengo-no che alla loro vegetazione, e vengonotalvolta mangiate dalle pecore,principal-mente quelle due specie che distingnon-si coi nomi di Erica cinerea e vulgaris.Le terre però ove crescono sono moltoricercate pei giardini e per le piante da
Eriometro
vaso, e conoscousi più generalmente co!nome di terra di brughiera, derivato dalnome francese delle eriche, Bruyeres , neparleremo a suo luogo.
(Oscar Leclerc Troein —G.**M.)ERIOMETRO. Nel commercio dellelane il più delle volte il loro merito, equindi eziandio il loro valore, dipendedalla finezza dei fili di esse, la quale dif-ficilmente si può valutare dalla mano delproprietario o del mercante per quantosia questo istruito da una lunga pratica,senza far uso d’ uno strumento, il qnalefacendo apparire più grossi questi fili odaltrimente dia modo di misurarne il dia-metro. Moltissimi sono i congegni a talfine imaginati, ed ai quali diedersi i no-mi di Misuratori delle lane o . più ge-neralmente di Eriometri. All’ articoloconta-fili del Dizionario r abhiamo de-scritto un mezzo grossolano per tale og-getto ; e’mezzi più esatti descrivemmo al-l’articolo lana, ove si è parlato del micro-metro applicato a tal uopo da Dauben-ton (T. VII, pag. 392) e di uno stru-mento introdotto da Ternaux in Francia ed imaginalo da Koehler, nel quale conun mezzo meccanico, misurasi la gros-sezza di 100 fili ad un tratto ( T. VII,pag. 392 ), ma che però non dà la ne-cessaria esattezza. Finalmente all'articolo1 bilancia, pure del Dizionario (T.II, pag.45 1), abbiamo detto come si possa, me-diante questo strumento, conoscere' il
> peso dei filati sia di lana o di-qualsiasialtra specie, esaminando quale stìl il pesod’una lunghezza conosciuta di essi. Molti
1 altri strumenti di tal fatta potremmo ac-
■ cennare, i più conosciuti, fra i quali sono
> quelli di Doltond, Lerebours, Voigtlan-
■ der, Schirnier, éc. : tutti però esigono
■ molta abitudine per adoperarsi come• conviene, e riesce con essi difficile evi-
> tare de’ gravi erróri. Skiadan propose1 un eriometro, il quale dà con prontezza