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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Ebitrira

gialla, non mata colore per l'azione del-l'aria, e non viene trasformato in rossodi lichene dall’ azione simultanea e pro-lungata dell’ aria e dell’ ammoniaca. Maquando si evapora il liquore e si riscal-da il residuo, finché sia semifuso, esalaun vapore d’odore particolare non am-moniacale, e acquista subitamente nncolor rosso più puro e più carico, con-vertendosi allora in rosso di lichene.Questo mutamento proviene da una de-composizione, non già da una ossidazio-ne, perchè si opera anche sotto l’olio diuliva o sopra il mercurio. Questo prin-cipio rosso-vinoso non trovasi nell’ ori-cello e nel persio del commercio

La materia gialla, precipitata col rossodi lichene dal carbonato di ammoniaca,è insolubile nell' acqua e nell’ammoniacacaustica, ma solubile nell’ alcoole* Vie-ne facilmente decomposta ad una tem-peratura poco elevata; cosi che quandoriscaldasi lentamente la sua combinazio-ne col principio rosso, la materia giallaviane distrutta, mentre il principio rossoconservasi al tutto, e si può estrarre po-scia dal residuo.

Decomponendo 1’ eritrina eoll’alcooleottiensi una sostanza bianca di neve chepresenta la forma di pagliette sottili chedicesi pseuclo eretrina, della quale inonparleremo perchè non promette gli stes-si vantaggi alle arti dell’ eritrina.

Il rosso di lichene tratto dal lichenlartareus è prodotto da una sostanzaanaloga all’ eritrina estratta dal lichenroccella , non però identica. Trattandoil lichene tartareo coll’ ammoniaca, ot-tiensi, secondo Heeren, una dissoluzionerossastra, e 1’ acido idroclorico vi pro-duce un precipitato appena sensibile.Trattato coll’ alcoole caldo, questo li-chene fornisce una soluzione verdastra,donde 1’ acqua precipita una materiache, allo stato secco, è d’un grigio traen-

Erpicare o i 7

te un poco al verde. L’ etere estrae daquesto precipitato dell’ acido roccellicoe della clorofìla, e lascia dell’ eritrina, laquale non si discioglie che difficilmentee parzialmente nell’ ammoniaca anchecalda, e le cui altre proprietà non venne-ro studiate.

(Berzelio.)

ERMESINO, o ERMISINO. Sortadi drappo leggero, cosi detto dalla cittàdi Ormus donde fu prima portato inEuropa . (Alberti.)

ERMETICO. Diconsi ermetiche quel-la scienza o quelle operazioni, tanto infavore altra volta, e oggidì per progressodei lumi abbandonate dal generale dellegenti, le quali occupavansi della ricercadella pietra filosofale, della trasmutazionede’ metalli o della panacea universale.

(Alberti.)

ERMISINO. V. ERMESINO.

ERPICARE, ERPICATURA. Secon-do le ordinarie abitudini questa opera-zione è quasi sempre considerata comeil compimento delle arature. Interessache la si faccia a tempo opportuno e nelmodo più conveniente. Sopra terrenileggeri la erpicatura riesce meno neces-saria e molto più facile che sugli altri,poiché, siccome questi trattengono pocol’acqua e non si indurano come le argille,così non è difficile cogliere il momento piùfavorevole ; ma la cosa è ben diversa nel-le terre forti poiché quando le zolle so-no troppo umide si impastano per cosìdire sotto ai piedi degli animali e cedonopiegandosi all’ azione dei denti ; quandoinvece sono troppo secche rotolano sen-za spezzarsi, in guisa che 1’ erpice cam-mina con andamento irregolare ed a bal-zi. E duopo quindi cogliere il momentoin cui la terra siasi bastantemente asciu-gata senza però aver perduta tutta la suaumidità.

Talvolta l’erpicatura si fa per lo lungo,