EsCfiEMEISTI
In Ascoli ciascheduna famiglia, comin-ciando dalle più ricche e cospicue sinoalle ultime della città, si forma un ramoparticolare di entrata coll’ industria cheusano in quel paese per preparare il le-tame di sterco umano. Tutti hanno, perraccoglierlo in un sotterraneo, una grandee profonda fossa, nella quale combinasiche vadano a colare le lavature dei piatti,le orine e qualunque altra immondiziafluida. In questa fossa si gettano tulle lescopature della casa, ed insieme gli escre-menti e lo strame dei maiali che in ognicasa si allevano. Vi si uniscono pure, ovese ne tengono, letami dei cavalli, asinie muli. Olire a ciò vi mescolano le pa-glie di grano, ed i cartocci del formento-ne, dopo che hanno servito pei paglie-ricci della famiglia . Quelli che sonopiù premurosi di aumentare il concime,comperano dalle povere donne, che indicembre le ammucchiano e vendono,foglie di pioppo e di castagno. Voltanopoi e rivoltano molte fiate questo am-masso, estraendolo ancora dalla fossa,in maniera che alla fine in gennaio ri-dotto ad una eguale putrefazione è vici-no ad essere convertito tolto quasi inminuta polvere. In tale stato Io spargo-no in sottili strali per tutto il cortile epersino negli ingressi delle case, ridu-oendolo poi alla fine di febbraio in tantimucchi che indi chiudono entro sacelli,affinchè non si disperda, per trasportarloalla campagna. Questo governo impieganoordinariamente nei campi destinati allacanapa, neU’atto in cui quelle lene ven-gono ripassate coi buoi o col bidente azappa, eh’è lo strumento universalmenteadoperato dai più diligenti. Questi poiquando seminano la canapa tornano aspandere altra simile mistura, unendoviperù escrementi di piccione e di pollame.Pure i limitrofi non si curauo punto diimitare gli Ascolani.
Escrementi 327
Nei Bolognese , e precisamente nelcircondario della città, estraggono gliescrementi dalle latrine, e chiusili in op-portuni recipienti, li portano all’apertacampagna. Con una specie di cazza dirame li cavano fuori, e li distendono poisopra il terreno, formandone tanti pic-cioli pezzi a guisa di forme di cacio. La-sciano questi mucchi senza mai toccarlisino a tanto che sieno perfettamente sec-chi, ed indi li ripongono al coperto.Questa operazione si fa nel corso dell’e-state. Nell’ inverno votano tutte le fecceentro una specie di vasca detta comune-mente balloccliio , munendola di arginet-ti e ricoprendola. Ivi si lasciano finchéal ritornare della nuova stagione possanobene diseccarsi. Ridotte in perfetta sic-cità, vengono convertite in polvere e co-sì spargonsi sopra i canapai. Trovasi es-serne l’effetto assai vantaggioso, sebbenenon di molta durata. Viene talvolta que-sta polvere venduta sino a tre franchiper ogni staio di Bologna , lo che tornaa circa sei lire di Bologna il baroccio,quando è appena estratta dalle latrine,cioè verde ; allora essi la chiamano an-drona. Il Tanara ci fa sapere che a' suoigiorni la usavano per avere buone egrosse le cipolle.
Nella campagna lucchese ed in altriluoghi della Toscana si raccolgono le ma-terie escrementizie umane in recipientimurati o pozzi che chiamansi pozzineri ,bottino , cloache. Debbono essere beneintonacati entro e chusi benissimo supe-riormente, affinchè nulla si disperda dellemedesime, nè possa penetrarvi o feltrar-vi l’acqua esteriore delle piogge. Ivi stan-no queste materie sino a tanto che sia ri-pieno il pozzonero. Quindi gli agricol-tori che coltivano maggiore estensionedi campagna e che hanno più ampii irecipienti per le indicate materie, sonoquelli che hanno ancora i letami in